

Non prenderti un cucciolo se poi non hai la coscienza di dargli amore e di prenderti cura di lui sempre…
Non ferirlo con la tua presunzione di potere dare se poi non sai dare..
Non calmare i tuoi capricci con il suo arrivo in casa , per poi stancarti di lui e lasciarlo da solo ..
Tu da solo sopravvivi e ti adatti, lui da solo muore di dolore e di fame, poichè a te ha donato tutto il suo amore e giurato fedeltà..
Non abbandonarlo mai , lo condanneresti a morte sicura .
Amate i vostri cuccioli non lasciateli da soli indifesi e senza una famiglia che può dar loro calore e coccole.
«Le persone non sono ridicole se non quando non vogliono parere o essere ciò che non sono.»
Certo….
ci son persone che a prima vista potrebbero sembrare dure…
orsigne…
non sensibili o altro…
ma poi in realtà… sono dolcissime e apprezzabili…
prima di giudicare.. conoscete meglio chi avete davanti…
Prosegui la lettura ‘Non guardare mai la corazza…guarda sempre cosa c’è dentro ad una persona!’
Ciao a tutti….
Bene ragazzi se non siete troppo stanchi per provare cominciate pure:
In questi giorni di festa spesso ci scordiamo che il Natale non è fatto solo di regali ma ci sono tradizioni di Natale che sono simbolo di valori veri e sinceri.
Voi per natale cosa vorreste trovare sotto l`albero?
Io personalmente: una scatola piena di valori veri e tanta tanta felicita`…
Un buon Natale a tutti voi..
Oggi e` un giorno Speciale che dedico al mio Amore..

e si.. dopo un’estate infernale, afosa e appiccicosa, arriva il freschetto!
l’estate e bellissima, coi suoi colori e le sue emozioni, ma il freschicello non è da meno, o almeno x me che non sopporto tanto il caldo sciogliente..
ancora non ho tempo libero da poter dedicarmi al mio blog, come ai vecchi tempi, ma questione di qualche mesetto.. e tra una cosa e l’altra spero di aver un pò più di tempo..
un mega bacione alla mia sorellina col soprannome funkee! t.v.t.t.b jo!
e un saluto speciale a tutti coloro che lasciano un pò di sè, tra un commento e l’altro.
ciao ciao a tutti!!! by moon.

8 MARZO: FESTA DELLA DONNA. MA NON IN TUTTO IL MONDO
Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, le operaie dell’industria tessile Cotton protestarono chiedendo migliori condizioni di lavoro. Lo sciopero durò alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte dell’opificio impedendo alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne. In Italia la festa ha un’origine più recente che risale all’8 marzo del 1945, quando un gruppo di donne rappresentanti venti nazioni si riunì a Londra per redigere la "carta della donna" nella quale si chiedeva il diritto al lavoro, la parità salariale, la possibilità di partecipare alla vita politica nazionale e internazionale e di poter accedere a posti direttivi. E così Il 2 giugno del 1946 per la prima volta nella storia, la donna italiana partecipò in maniera attiva al governo del Paese, contribuendo con il proprio voto alla nascita della Repubblica. Oggi in molti paesi dell’occidente la donna è libera dai vincoli sociali religiosi, ma è innegabile che ancora sia l’individuo più soggetto a molestie, costrizioni e ricatti sia nel mondo del lavoro, sia in famiglia, sia semplicemente per la strada. .
Purtroppo il cammino è ancora lungo e complesso, basti pensare che in molti paesi guidati da regimi integralisti il ruolo della donna è di totale sudditanza all’uomo tanto che ancora oggi, in queste nazioni, non può istruirsi, non può svolgere alcun lavoro e molte di queste non hanno nemmeno più voce per gridare quanto triste sia la propria condizione. E’ inammissibile che ancora oggi alle donne vengano inflitte mutilazioni, le si obblighi ad utilizzare il burka , che le si renda schiave, ma è un cammino che deve proseguire con grande tenacia, affinché la donna possa, nella società e nella famiglia, rivestire un ruolo paritario e non essere considerata un oggetto. Credo debba essere questo l’8 marzo: un giorno di riflessione sulla condizione di sfruttamento e umiliazione che, purtroppo, ancora oggi la donna subisce soprattutto in medio oriente.
evviva, finalmente arriva la tanto attesa primavera, con il suo risveglio di fiori colorati e tanta voglia di uscire e fare delle belle passeggiatine..
Il cioccolato è un alimento derivato dai semi della pianta del cacao (Theobroma cacao L.) diffuso e ampiamente consumato nel mondo intero. È preparato a partire dal burro di cacao (la parte grassa dei semi di cacao) con aggiunta di polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti facoltativi, quali il latte, le mandorle, le nocciole o altri aromi.
Il cioccolato viene prodotto nelle forme più svariate; la più comune è la tavoletta, ma, sia industrialmente che artigianalmente, il cioccolato viene modellato in forme diverse, specie in occasione di ricorrenze o festività. Oltre a ciò, il cioccolato è anche un ingrediente di svariati dolciumi: gelati, torte, biscotti, budini e altro.
ciao ragazzi, eccomi qui ad aggiornare il blog, sono rientrata a casa da qualche giorno, sono stata alla laurea di mia sorella a Viterbo, (Roma), molto emozionante. Sono felice che abbia realizzato il suo obiettivo, e sia diventata Dottoressa in Beni Culturali. Adesso la strada x il lavoro, speriamo bene. Per il resto, qui a Palermo fa un freddooooooo neve, caspita!!! anche io ho ripreso a studiare, ho esami universitari a mesi..
un saluto a tutti e un bacione alla mia sorellina Claudia, Rosanna e Fabio(il Planeta del blog che molti di voi hanno già avuto il piacere di conoscere). e un abbraccio a Marilù, la mia migliore amica, e Simona, che si trova in America x uno stage.. e un kiss particolare al mio amoruccio… ciao a tutti e spero di passare presto dai vostri blog.. il fatto è che non avendo la connessione a casa mi viene un pò difficile essere tempestiva, ma appena posso non mi dimentico di voi, lasciate quindi pure, i vostri commentiiiii ciao dalla vostra saggia Moon.
ciaoooooo eccomiiiiii da quanto tempoooooooooooo un bacio a tutti.
non ci sto capendo più una mazza con sto nuovo blog..

Chi non conosce Nessie? Il mostro più popolare del mondo, quale mettere per primo nel Mostriario se non il mostro di Loch Ness? C’è chi dice che si tratti i un dinosauro misteriosamente sopravvissuto fino ai giorni nostri, sono stati talmente tanti gli avvistamenti da far credere che qualcosa in un modo o nell’altro ci sia realmente lì giù; nel 99 alla morte di uno dei suoi primi avvistatori, è emerso questo fatto sconcertante: gli avvistamenti di questo capostipite erano tutti falsi: era scritto a chiare lettere nel suo testamento. Allora cosa sono tutte quelle anomalie fotografate dagli inizi del ’900 fino ad oggi su quel lago?
Loch Ness si trova nella contea scozzese do Inverness Il centro abitato più importante è Drumnadrochit La superficie del lago è di 56 kilometri quadrati È lungo 39 kilometri È profondo fino a 230 metri Uno dei primi avvistamenti di Nessie, come è amorevolmente chiamato il mostro di Loch Ness, risale al 565 d.C., quando l’irlandese San Colombaro, visitando i villaggi costieri, assiste al funerale di un uomo che durante una nuotata nel lago era stato assalito da un mostro chiamato Nisaeg. Stando alle biografie del santo, Nisaeg si manifestò anche al santo sotto forma di gigantesco anfibio. Ma veniamo ai giorni nostri. Nel 1932, John Mackay, albergatore, aveva visto Nessie tuffarsi e nuotare tra le acque, ma nessuno gli credette. Una delle più famose apparizioni è quella del 22 luglio 1933, secondo la quale i coniugi Spicer tornavano a Londra in automobile. Stavano costeggiando il lago quando dai boschi spuntò fuori il mostro, che attraversò la strada e si tuffò nell’acqua, con in bocca un animale catturato sulla terraferma. La -notizia fece il giro del mondo, e il lago fu preso d’assedio da turisti, giornalisti, scienziati. Lo zoo di New York, il circo Bertram Mills e le distillerie Black & White promisero una ricompensa per chiunque avesse dato loro il fantomatico animale. Ci furono addirittura alcuni parlamentari inglesi che chiesero al parlamento di far chiarezza sui fatti di Loch Ness. Nello stesso anno un esperto inviato dalla Royal Geographic Society individuò due grosse orme simili a quelle di un ippopotamo lasciate sulla riva. Si venne poi a sapere che le aveva lasciate un burlone in possesso di due zampe di ippopotamo imbalsamate. Nel 1934 i fotografi sorvegliavano il lago giorno e notte alla ricerca di una prova dell’esistenza del cosiddetto mostro di Loch Ness. Hugh Gray scattò la prima vera fotografia dell’animale. La esaminarono gli esperti della Kodak e ne garantirono l’autenticità. Nello stesso anno il chirurgo Kenneth Wilson riuscì a ritrarre Nessie in emersione. Era la prima fotografia sufficientemente nitida e fece il giro del mondo. A causa della guerra mondiale Nessie fu accantonata, mal’interesse riprese nel 1966, quando un ingegnere, Tim Dinsdale, riuscì a riprendere il mostro. Il filmato fu giudicato autentico da esperti, che inoltre dissero che si trattava di un oggetto gibboso lungo fra i 12 e i 16 piedi, che non assomiglia a una barca e che è in un movimento ondulatorio. Nel 1969 l’università di Birmingham organizzò una spedizione scientifica presso il lago e coi loro sonar rivelarono la presenza di grossi animali che nuotavano a grande velocità sul fondo del lago, e fu escluso che si trattasse di un gruppo di pesci. Questo fatto avvalora l’ipotesi che Nessie non sia sola. Negli anni seguenti sono migliaia le testimonianze di persone che dicono di aver visto il mostro. Ma finora non si è mai trovata prova certa della sua esistenza. O del fatto che non esiste.?
Le notizie di avvistamenti del mostro di Lochness o “Nessie” cominciarono a diffondersi nell’aprile del 1933, quando fu costruita una nuova strada sulla riva settentrionale del lago in Scozia (anche se il primo avvistamento risale al 1889). Una coppia del luogo, i signori Mickay, videro un’enorme creatura con due grosse gobbe nuotare nel lago. Altre due persone videro uno strano animale con una pecora in bocca attraversare la strada. Nonostante sia stato creato il Loch Ness Investigation Bureau (l’ufficio di ricerca sul mostro di Lochness), molti scienziati continuano a sostenere che il mostro di Lochness sia solo una fantasia.
- http://www.lochness.co.uk/livecam/
- http://forum.pokecommunity.net/lofiversion/index.php/t1673.html
-http://www.menphis75.com/foto_lochness.htm
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Ecco alcuni avvistamenti di Nessie durante gli anni:
1889
Due fratelli che stavano pescando nel lago videro un’enorme sagoma che emergeva dall’acqua e che si muoveva velocemente.
1892
Altri due pescatori che stavano pescando vicino alla bocca del fiume Moriston videro una grossa creatura sulla superficie dell’acqua. Essa aveva una testa simile a quella di una anguilla , con una coda affusolata e che aveva una lunghezza di circa 10-14 piedi*.
1929
Due guardacaccia locali videro quello che pensarono fosse un tronco galleggiante nel lago. Quando però lo osservarono con un telescopio videro che esso era una grande creatura. Essi così la seguirono per un miglio prima che essa si immerse senza più riemergere.
1930
Un uomo che viveva sulla riva del lago, un giorno vide una strana creatura nell’acqua. Egli disse così a sua moglie di non lavare più i suoi vestiti lì.
1933
Alex Campbell, un magistrato, affermò di aver visto un mostro enorme muoversi dentro il lago. Esso emergeva per più di due metri dall’acqua, ed aveva un collo allungato ed un corpo grigio lungo più di 30 piedi.
1944
Il dottor Kenneth Wilson riesce a scattare una foto che ritrae il lungo collo del mostro che sporge dall’acqua (foto sotto).
1960
Maurice Burton scattò una fotografia al lago. Essa mostrava una massa scura nel mezzo di una chiazza di schiuma. Secondo la legenda quella strana cosa scomparve sotto la superficie del lago alcuni secondo che fotografia fu scattata.
1960
Nel luglio di quell’anno Eric Robinson e la sua famiglia stava in una caravan vicino Glen Fintaig quando essi videro quello che, in un primo momento, pensarono fosse un’alta onda, ma che attraverso i binocoli si rivelò essere una grande creatura vivente. Essa incominciò a muoversi e essi notarono la sua rosea schiena, dopodiché iniziò a rotolarsi. A questo punto essi videro apparire una pinna o una ala. Il corpo della creatura aveva una lunghezza di circa di 15- 20 piedi e una lunghezza totale di 30- 40 piedi. Era scura in alto e chiara nella parte inferiore. Questo avvistamento fu testimoniato da altre nove persone.
1975
Mrs Margaret Sargent del Fort William stava passando il lago con suo marito e la sua famiglia quando ad un certo punto essi videro uno strana scia sul piatto e calmo lago. Una lunga forma nera fu allora vista muoversi attraverso l’acqua. Così Mrs Margaret scatto una fotografia, ma la strana creatura scomparve sotto l’acqua e così fu immortalata solo la scia lasciata sull’acqua..
1977
Il 21 maggio di quest’anno Anthony Shiels riuscì a scattare due foto a quella che lui descrisse come una creatura con un collo eretto, con la pelle liscia e rilucente e di un colore tra il verde e il marrone, con la pancia di un colore più chiaro(foto a destra).
1982
La turista canadese Jennifer Bruce scatta una foto ritraente una creatura che si muove nel lago
1996
Staff ed ospiti del Letterfinlay Lodge Hotel videro una non identificata creatura che si muoveva in uno strano modo attraverso l’acqua del lago Lochy opposto l’albergo.
1997
Alastair Stevenson, un guardacaccia locale ha raccontato che una creatura lunga 15 – 20 piedi aveva preso la sua canna e la sua attrezzatura mentre stava pescando nel lago. Egli disse che era qualcosa simile ad un barca a remi.
(io sono stata nella splendida Scozia, e ho visitato accuratamente il lago di Lochness che devo dirvi è semplicemente emozionante e suggestivo, da far rabbrividire, col suo silenzio dell’acqua fredda e misteriosa del lago specchio..
io credo ci possa davvero essere una qualche creatura speciale nel profondo delle sue acque, e se non ci credete, fatevi un viaggetto e andate voi stessi a visitare questo lago, rimarrete come dire stregati dalla sua atmosfera misteriosa e un pò magica)..

Che voglia di relax, di pace… di “mareeeee”, non vedo l’ora di andare a fare un tuffo.. e sdraiarmi sugli scogli riscaldati dal sole..
in questo periodo altro che relax, sono stata super inpegnata, a fare 1000 cose e a pensarne 5000..facendomi fondere il cervello..
da domani si ricomincia a studiare sodo, e appena troverò un pò di più tempo libero, mi dedicherò di più alle mie cose.
Questo è il mare della mia bella Sicilia!!!
ma tutto il mare di tutte le altre parti è sempre meravigliosoooooo..

“Lo sapevate che..”
Il castello di Neuschwanstein è uno dei simboli della Baviera e della Germania nel mondo. E’ il “castello delle favole” per eccellenza, fatto costruire dal “re delle favole” Ludwig II (1845-1886) a partire dal 1869 su progetto dello scenografo Christian Jank. L’idea di edificarlo sullo stile delle antiche residenze feudali tedesche venne al monarca bavarese dopo essere rimasto quasi “folgorato” da una visita nel 1867 alla fortezza medievale di Wartburg in Turingia.
Neuschwanstein, situato nella sud della Baviera quasi al confine con l’Austria, domina dall’alto dei suoi 965 metri i paesi di Füssen e Schwangau ed il magnifico paesaggio circostante.
Walt Disney lo prese come modello per i castelli di alcuni tra i suoi più celebri film d’animazione (“Biancaneve e i sette nani”, “Cenerentola”, “La bella addormentata nel bosco”).
Le sale interne, riccamente arredate, sono un omaggio al genio musicale di Richard Wagner: “Tannhäuser”, “Lohengrin”, “Tristano e Isotta”, “I maestri cantori di Norimberga” e il “Parsifal”, un inno al romanticismo e alle antiche leggende germaniche.
Nel corso della visita al castello alcuni ambienti vi colpiranno in modo speciale: prima di tutto la sala del trono in stile bizantino, progettata da E. Ille e J. Hofmann. I gradini di marmo di Carrara portano all’abside che doveva sovrastare un trono d’oro e d’avorio, mai realizzato perchè dopo la morte del re tutti i lavori previsti e non ancora iniziati non vennero portati a termine. I dipinti, opera di W. Hauschild, raffigurano fra l’altro i dodici apostoli, sei re canonizzati ed episodi della loro vita. Al centro dell’abside si vede Cristo con Maria e con l’apostolo prediletto Giovanni mentre all’estremità della sala si può ammirare il dipinto rappresentante “La lotta di San Giorgio con il drago”. In questo quadro, a sinistra sopra la roccia, si può vedere il quarto castello progettato dal re, la rocca di Falkenstein, la cui edificazione doveva iniziare nel 1886 ma nello stesso anno Ludwig morì e non se ne fece più nulla. Nel grande candelabro a forma di corona bizantina ed eseguito in ottone dorato sono inserite 96 candele. Per sostituirle e per pulire il candelabro – che tra l’altro pesa parecchi quintali – è stato creato un apposito argano. Il pavimento in mosaico è stato realizzato utilizzando oltre due milioni di tessere.
Nella sala da pranzo troviamo una serie di dipinti raffiguranti scene della leggendaria gara poetica dei cantori svoltasi a Wartburg nel 1207. Richard Wagner si è ispirato a questo tema ed alla leggenda del Tannhäuser per creare una delle sue più belle opere. I quadri sono opera del monacense Ferdinand Piloty, il più famoso dei pittori che ha lavorato nel castello. Sopra la porta, ricoperta da tende in seta color rosso vino, è rappresentato metaforicamente Wolfram von Eschenbach, il poeta del “Parsifal” e del “Lohengrin”. Sopra un’altra porta, attraverso la quale si entra nella camera dei servitori, è raffigurato Gottfried von Strassburg, l’autore di “Tristano e Isotta”. Il tavolo della sala da pranzo è “normale”, non come quelli dei castelli di Herrenchiemsee e Linderhof dove uno speciale marchingegno li fa scorrere dalla sala da pranzo direttamente nelle sottostanti cucine e viceversa in modo tale che nessun servitore potesse disturbare il re mentre mangiava.
Ludwig aveva una predilezione per le camere da letto sfarzose e per questo quella realizzata a Neuschwanstein in stile tardo gotico è ornata da meravigliosi intagli in legno di quercia che si possono ammirare principalmente sul baldacchino del letto, sul lavabo, sulla colonna centrale e sulla sedia di lettura. In questa sola stanza hanno lavorato 14 intagliatori per ben quattro anni. Gli intagli ai piedi del letto rappresentano la risurrezione di Cristo ed alludono alla relazione simbolica fra il sonno e la morte. Le tende, le tappezzerie e le coperte in blu bavarese (il colore preferito del re) sono ornate da ricami rappresentanti lo stemma della Baviera, il cigno ed il leone dei Wittelsbach. Il lavabo era provvisto di acqua corrente; l’acquedotto era alimentato da una sorgente situata a circa 200 metri sopra il castello. La finestra del balcone della camera da letto offre una magnifica vista sulla gola di Pöllath con la sua cascata di 45 m; dietro la gola si può vedere il massiccio del Säuling (2045 metri).
Attraverso una finta grotta di stalattiti e stalagmiti e passando davanti al piccolo giardino d’inverno, si accede al soggiorno reale, costituito da un ampio salone principale e da una saletta, separata da colonne, soprannominata “angolo dei cigni”. Il tema delle pareti murali è tratto dalla leggenda del Lohengrin: sopra la stufa è ritratto l’arrivo di Lohengrin ad Anversa, di fronte il miracolo del Graal. Le porte della grande libreria, realizzate in stile romantico, sono ornate da dipinti relativi alle leggende di Tristano e Isotta e di Sigfrido.
Per la costruzione della sala dei cantori fu preso a modello il castello di Wartburg. I dipinti della sala e del corridoio del palco si ispirano alla leggenda di Parsifal. La scena “Il giardino incantato di Klingsor” è opera di Christian Jank. Sopra le due porte presso il palco si trova lo stemma della famiglia reale con l’iscrizione “Ludwig II, re di Baviera, conte Palatino”. Questa iscrizione è l’unica nel suo genere in tutto il castello. Quando Ludwig era in vita questa sala – illuminata da più di 600 candele – non venne mai utilizzata; soltanto nel 1933, in occasione del 50° anniversario della morte di Wagner, si tenne un primo grande concerto, al quale ne seguirono altri fino allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Neuschwanstein è aperto da aprile a settembre dalle 9 alle 18 e da ottobre a marzo dalle 10 alle 16.
I biglietti non si acquistano direttamente al castello ma nel Ticketcenter (ai piedi del castello). La biglietteria apre alle 7.30 (aprile-sett.) e alle 9 (ott.-marzo); vista l’alta affluenza di turisti, conviene arrivare al mattino presto per evitare lunghe code (soprattutto nei mesi estivi). Un biglietto cumulativo permette di visitare anche il vicino e più antico castello di Hohenschwangau, dove Ludwig trascorse gran parte della sua infanzia e giovinezza.
Si può salire al castello a piedi (circa 40 minuti), in carrozza o con un piccolo bus (mezzo più veloce).
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” A quanti di voi è piaciuta la fiaba di Cenerentola, piena di magìa e tanto amore verso gli animali del bosco..
io ne sono sempre rimasta affascinata da vedermela tutt’ora, sognando ad occhi aperti, liberando que sogni, che solo la fantasìa e un pò di imjmaginazione riescono a far fare..
dalle fiabe, si traggono belle morali..
e si..i sogni son desideri di…felicità!..
proprio come canticchia Cenerentola:
“I Sogni son Desideri”
di felicità.
Nel sonno non hai pensieri
Ti esprimi con sincerità.
Se hai fede chissà che un giorno
La sorte non ti arriderà.
Tu sogna e spera fermamente
Dimentica il presente
E il sogno realtà diverrà.
Il mio sogno? potermi comprare il castello bianco delle fiabe di Neuschwanstein..
e viverci insieme alle persone che più amo e tutti gli animali del bosco e non bosco…che naturalmente vivrebbero liberi, e lontani da fucili e sevizie..
insomma..un sogno, lo so..ma pur se impossibile nella realtà, nella fantasìa, lo si può avverare quando vuoi..
“Nessuno ci può togliere o vietare di sognare”..
Un’altra che mi piace tanto, è la bella addormentata nel bosco..

Ciao a tutti sono tornata… ma per ora sono super impegnata tra studio e altro..
per tanto se non sarò celere a rispondervi vi prego di scusarmi poichè appena troverò 5 minuti liberi,vi risponderò.
Che bella la Primavera, il cinguettìo degli uccellini, e il sole che ti accarezza il viso col suo calore..
i miei due giardini, sono già fioriti, il pesco coi suoi bei fiori rosa e il mandorlo coi suoi fantastici fiorellini bianchi..
non vedo l’ora che arrivi l’estate e andare al mare!.
un bacione a tutti.

CELLULARI: VIA LO SCATTO ALLA RISPOSTA. BERSANI, STUDIAMO LA PROPOSTA.
ROMA – La proposta di abolire lo scatto alla risposta lanciata dal presidente dell’Autorità per le Tlc, Corrado Calabrò, ha subito raccolto il favore delle associazioni dei consumatori. E il ministro per lo Sviluppo Pier Luigi Bersani conferma l’attenzione del governo sul progetto. La strada indicata dal Garante è chiara: inserire l’abolizione dello scatto alla risposta nel decreto sulle liberalizzazioni, che già contiene le norme sulle ricariche. L’ipotesi è allo studio sia del governo sia del Parlamento.
“La proposta è condivisibile – spiega Andrea Lulli, relatore al decreto liberalizzazioni – ma deve essere valutata sotto vari profili, anche con il governo, sia rispetto all’ammissibilità, sia rispetto all’economia del decreto legge. E occorre capire se può essere inserita nel decreto o se serve un provvedimento ad hoc”. Anche l’esecutivo sta facendo un esame “dal punto di vista normativo”, fa sapere Bersani, spiegando che “c’é un approfondimento da fare”. Al di là del percorso da seguire, però, l’idea ha fatto breccia.
Ed è lo stesso ministro, infatti, a mettere in guardia: “Da adesso in poi – dice – c’é un governo molto attento ai suggerimenti che vengono dalle autorità. Le nostre imprese debbono competere e il consumatore italiano non è di serie B”. Come dire che l’appello lanciato da Calabrò non resterà lettera morta. Mentre il decreto sulle liberalizzazioni si prepara a passare all’esame dell’Aula di Montecitorio, che dovrebbe iniziare venerdì, l’idea che anche i costi legati allo scatto alla risposta possano cadere è piaciuta ai consumatori. Per Federconsumatori e Movimento in difesa del Cittadino l’introduzione di questa novità rende più trasparente e confrontabile il costo effettivo delle telefonate, e risolve il problema delle frequenti cadute della linea telefonica, che costringono a richiamare pagando nuovi scatti alla risposta.
Soddisfatta anche l’Adoc, che però teme rialzi delle tariffe e invita all’Authority di vigilare. Il Codacons alza il tiro e chiede che, dopo la telefonia mobile, si intervenga su quella fissa elimininando tutta una serie di “balzelli” (servizi non richiesti, spese di spedizione bolletta, canone Telecom, costi di noleggio e manutenzione) che, secondo i calcoli dell’associazione, pesano per 242 euro annui su ogni utente. Sul fronte delle ricariche, a due giorni dalla cancellazione dei costi aggiuntivi, qualche malumore arriva dalla Federazione italiana tabaccai. Il rischio – lamenta la categoria – è che gli operatori telefonici abbattano a breve i margini spettanti alla rete distributiva. E di fronte a una prospettiva di questo tipo, i tabaccai sono pronti a far scattare lo sciopero.
Tra le compagnie, a manifestare forti timori per le conseguenze dei tagli degli extra-costi di ricarica è Wind, che calcola oneri per 300 milioni di euro. “Per mantenere l’equilibrio dovremo ridurre gli investimenti strutturali e tagliare i costi operativi. Temo rischi per l’occupazione”, afferma l’ad, Paolo Dal Pino. Secondo Wind “invece di eliminare i costi di ricarica” sarebbe opportuno puntare “al canone Telecom, invariato da anni”.

L’origine della festa dell’8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu’ proprio l’8 Marzo che la proprietà dell’azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita.
L’8 marzo assunse col tempo un’importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.
L’8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.
Non è una “festa” ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.
Perché proprio la mimosa è il simbolo della festa della donna?
E da dove nasce questa tradizione?
Sembra che la mimosa sia stata adottata come fiore simbolo della festa della donna dalle femministe italiane. Era il 1946 quando l?U.D.I. (Unione donne italiane) stava preparando il primo ?8 marzo? del dopoguerra.
Si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata. E furono le donne italiane a trovare nelle palline morbide e accese che costituiscono la profumata mimosa il simbolo della festa delle donne. In più questi fiori avevano (e hanno) il gran vantaggio di fiorire proprio nel periodo della festa e di non essere troppo costosi.
Come conservare al meglio la mimosa recisa
La mimosa è un fiore molto delicato ed ha purtroppo vita breve. Basta però un piccolo trucco per allungare la vita a questo fiore così primaverile e profumato.
Utilizzando un coltellino affilato, eliminate tutte le foglie che si sino rovinate e quelle che crescono in basso: queste infatti marciscono rapidamente perché a contatto con l’acqua del vaso. Riempite il vasetto con dell’acqua tiepida in modo da far fiorire i capolini non ancora aperti e a rendere più soffici quelli già sbocciati. Inoltre tenere il vasetto lontano da igni fonte di calore (es. termosifoni) altrimenti l’aria secca peggiorerebbe l’aspetto della mimosa.
Vuoi far seccare i fiori?
Eliminate del tutto le foglie dagli steli poi appendete il mazzolino a testa in giù in un locale asciutto, poco luminoso e con buon ricambio d’ aria e tenetelo così finché non è seccato.
- emm!! io dico ma sarà la festa delle donne o la festa di abbordaggio per gli uomini per le strade???? ahh ahhh ahh
- opprure: non trovate un pò,, come dire ridicolo che si debba fare la solita uscita dell’8 marzo, tra colleghe sole donne,o amiche sole donne o serate a vedere strip maschili? passando in certi casi, quasi x allupate che non hanno mai visto un uomo in slip? boh!!

Che dire…….

Questo post lo voglio dedicare al mio Amore, che anche se non sembra (x qualcuno, che si limita solo a giudicare senza conoscere una persona dentro),è una persona dal cuore grande e generoso, pronto a dare una mano e un sorriso a chi ne chiede il bisogno!
- ma anche a tutte le persone che Amano, o che hanno amato almeno una volta qualcuno, perchè senza l’amore, e i sentimenti, la nostra vita potrebbe risultar piatta!
A volte si sa, non tutti gli amori hanno un lieto fine ma spesso non è colpa di chi ha amato..
a volte anche le delusioni più grandi, fanno si che il nostro animo e il nostro spirito cresca, si fortifichi e diventi più saggia, nel difenderti da chi non merita..o dall’apprezzare chi ti Ama.
Il mio amoruccio… come sempre mi stupisce!!!
devo dire che mi copre di attenzioni e tanto amore…
sono fortunata ad avere un tesoro di ragazzo!.
Certo come tutte le normalissime coppie del mondo, anche noi abbiamo gli alti e i bassi..e come.
Ma,, non arriviamo a casa, che ci dobbiamo subito chiarire e far pace con tante coccole.
Grandi o piccini non fa una piega..
quando è Amore vero e sincero ricambiato con passione, tutto è magico e tutto è passionale come la prima volta.
Se c’è Amore, lo si vede, lo si sente, lo si prova, lo si grida ad alta voce, senza timor di soffrir o di sembrar ridicoli….perchè, l’Amore: è una mahica essenza rara, difficile da provare, ma facile da ricambiare…poichè il nostro cuore, ne guida la vita stessa di esso!.
Ti Amo My Crow!
ps= mi ha regalato un pc portatile stupendo!..
con tutte le funzioni possibili e immaginabili..
sa, che adoro scrivere racconti, favole, poesie, di carattere fantastico con metafore e morale..
Ma finalmente ho un pc portatile manageriale che mi permetterà di usarlo x i miei studi e la mia tesina!!!!spero presto!!.
Ps= Amore so che hai fatto sacrifici per questo.
Grazie di cuore!.

Arancine: (con ripieno di ragout di carne e piselli o di prosciutto e formaggio), una sorta di emblema della cucina isolana, spesso il primo incontro gastronomico in occasione di un viaggio in Sicilia.
Arancine alla carne (o al ragù):
PREPARAZIONE
INGREDIENTI
Ponete sul fuoco un tegame con 3 cucchiai d’olio e un trito di cipolla, sedano e carota.
Prima che il soffritto prenda colore, unite la polpa di vitello e rosolatela dolcemente per qualche minuto; poi, sfumate con poco vino e lasciate asciugare il fondo di cottura.
Aggiungete, quindi, i piselli e fate insaporire, mescolando, per un paio di minuti.
A questo punto, versate mezza tazza di salsa di pomodoro; salate, pepate e cuocete su fuoco moderato, per 35-40 minuti, bagnando se necessario con poca acqua calda.
Lessate il riso in abbondante acqua salata a bollore; sgocciolatelo al dente e conditelo con la salsa rimasta, il pecorino e 1 uovo battuto.
Lasciate intiepidire il composto; quindi, prelevatene una cucchiaiata e mettetela in una mano.
Schiacciate il riso, creando una fossetta e riempite con un cucchiaio di ragù e qualche dadino di formaggio; dopo, coprite tutto con altro riso e plasmate l’arancina, dandole la forma di una pallina poco più grande di un uovo.
Infarinate leggermente le arancine; passatele nelle uova battute e nel pan-
grattato e friggetele in abbondante olio caldo.
- Ma poi abbiamo le squisitissime arancine al burro….gnam gnam!!!
a me piacciono in tutti i modi: alla carne, al burro, al pollo, agli spinaci….
- Tempo di vacanze e di traghettate verso la Trinacria.
Credo che per molti il primo incontro con la gastronomia siciliana avvenga proprio con gli arancini di riso acquistati e consumati sul traghetto durante la traversata dello stretto di Messina.
Mi sia concessa una raccomandazione: non giudicate questa pietanza prelibata da ciò che vi serviranno sul traghetto: bombe massicce di riso sfatto (a volte anche troppo salato) con ripieno fatto di salsina zuccherata e ritagli di carne d’ogni genere.
Da Palermo a Catania, a Messina, a Enna, a Siracusa, a …, gli arancini di riso son da tempo immemorabile una prelibatezza tipica delle rosticcerie e friggitorie siciliane.
Son diversi da città a città, sia nella forma (rotonda, ovale, a pera) che nel ripieno (solo burro; burro e prosciutto cotto; burro, prosciutto cotto e mozzarella; ragù con piselli e formaggio, ecc.)
- Arancine al burro:
PREPARAZIONE
INGREDIENTI
Lessate il riso in abbondante acqua salata; scolatelo al dente, trasferitelo in una terrina e conditelo con il caciocavallo grattugiato, 1 uovo battuto e lo zafferano sciolto in pochissima acqua calda.
Amalgamate bene tutto e lasciate raffreddare.
Appena il riso sarà freddo, mettetene una cucchiaiata abbondante in una mano e pressatelo leggermente contro il palmo, creando un incavo al centro.
Riempite la cavità con un un pezzette di burro e qualche dadino di primo sale; coprite tutto con un poco di riso e plasmate a forma di una piccola arancia.
Passate, quindi, le arancino nella farina; poi, nelle uova battute e, infine, nel pangrattato e friggetele, poche per volta, in abbondante olio caldo.
Estraetele quando saranno dorate e ponetele su carta assorbente a perdere l’unto in eccesso. Servitele calde o tiepide.
Buon appetitoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
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Dipendenza da Cellulare
fenomeno in crescita
(PubliWeb) Si può diventare dipendenti anche dal telefonino? Evidentemente si. A confermare questo fenomeno tipico dei nostri tempi un recente studio realizzato dal centro universitario dell’ospedale di Seul. Secondo le ricerche effettuate fra i giovani coreani è stato possibile constatare che addirittura il 30% di loro risulta dipendente dal telefonino. I problemi che nascono da questa sorta di “malattia” sono diversi: dolori alle mani e in particolare al pollice, senso di vuoto e addirittura ansia quando non si può usare il cellulare. Molti ricorrono al medico per cercare di rimediare a questi fastidi soprattutto al dolore alla mano che nasce da un uso smodato di video game e dall’abitudine eccessiva di spedire SMS.
Secondo Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro,
è solo l’ultima delle sindromi che colpiscono gli adolescenti
Adolescenti, dipendenza da sms
nuovo segno di disagio mentale
L’allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità:
un minore su cinque soffre di disturbi mentali
ROMA – Una nuova sindrome fa il suo esordio e colpisce soprattutto i ragazzi: è la dipendenza dagli sms, i messaggini telefonici. Una dipendenza che provoca irascibilità e disturbi dell’umore, che conduce alla perdita progressiva del lessico e alla capacità
di parlare. Ragazzi che si rifugiano in un linguaggio simbolico e sintetico, che comunicano attraverso abbreviazioni dimenticando la parola. L’allarme arriva da Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro che oggi ha presentato il convegno sui sistemi di cura in neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza che si terrà a Modena dal prossimo 7 novembre.
“Fra i giovani c’è oramai anche la dipendenza da cellulare, computer e tv – spiega Caffo – Secondo una recente indagine della Demoskopea, condotta su 13.360 ragazzi tra i 13 e i 18 anni in Italia, il 37% è affetto da dipendenza da cellulari e tv, il 49% da videogiochi e il 44% da computer”.
Ma la dipendenza dagli sms è l’ultima delle sindromi che sempre più spesso colpiscono bambini e adolescenti. Le altre, più note, sono depressione, ansia, bulimia, isolamento, iperattivismo. Ma cioé che più impressiona sono i numeri: secondo i dati dell’Unione europea e dell’Organizzazione mondiale della sanità, un minore su cinque soffre di problemi mentali. “Il 4% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni soffre di depressione e molto frequenti sono i casi di disturbi dell’umore e dell’alimentazione”, spiega Caffo. Disturbi che compaiono già nella preadolescenza, che in alcuni casi si cronicizzano e “che sono comunque i segnali di malattie che potranno insorgere nell’età adulta. Un terzo degli adulti clinicamente depresso – continua il presidente di Telefono Azzurro – ha infatti avuto episodi di malattia prima dei 21 anni”.
Una mappa delle difficoltà del mondo giovanile che trova d’accordo i medici di famiglia. Il disagio “lo vediamo direttamente nei bambini visitandoli e ce lo raccontano i genitori”, conferma Pier Luigi Tucci, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri. La “cura” la suggerisce Giovanni Bollea, neuropsichiatra infantile. I genitori, consiglia Bollea, devono sostenere i loro figli, “dagli fiducia, alimentare la loro cultura e valorizzare i loro lati positivi”. No, invece, al permissivismo che può essere “un boomerang. I figli – conclude Bollea – hanno bisogno di colloquio, ascolto, sostegno”.
Ma quali sono i sintomi che devono mettere in allarme? Nel bambino fino a 10 anni, chiari segnali di disagio, suggerisce Caffo, “sono le difficoltà di apprendimento, la tendenza a isolarsi o all’iperattivismo, che manifestano l’inadeguatezza o la mancanza di relazione con gli adulti, la richiesta di attenzione, insonnia, ansia. Negli adolescenti invece il disagio mentale si manifesta con la tendenza alla distruttività, i disturbi alimentari, l’abuso di alcol e droghe, rituali e cerimoniali ossessivi come lavarsi spesso le mani, senso di inferiorità e apatia”.
Uno scenario allarmante, cui però non si può dare risposta solo con gli psicofarmaci.”I genitori e gli insegnanti devono ascoltare bambini e adolescenti, prima di curarli con gli psicofarmaci – conclude Caffo – ormai prescritti anche quando non sono necessari”.
Si sta diffondendo un uso ludico e sempre più precoce del cellulare:
il 21% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni utilizza il cellulare tutti i giorni (510mila giovani);
il 64,8% dei ragazzi utilizza il cellulare «per essere più facilmente in contatto con gli amici», il 44,4% «per il piacere di parlare con chi voglio, in qualsiasi momento e in qualunque luogo»;
il 28,6% degli adolescenti che frequenta il primo anno di scuola media superiore non spegne mai il telefonino, il 33,3% lo spegne raramente;
il 47% dei giovani afferma di eseguire sempre il controllo del cellulare per verificare il ricevimento di messaggi sms, il 22% a volte, il 17% raramente, il 13% mai.
Dipendenze da cellulare: perché
Con la diffusione del cellulare in tutte le fasce d’età è nato un modo nuovo, diverso, di comunicare. Questo fenomeno ha inciso significativamente sulle relazioni interpersonali. Il cellulare è uno dei mezzi che, oggi, favorisce i contatti, le relazioni umane e, soprattutto per i giovani, il primo approccio per la conoscenza dell’altro/a.
Nella nostra società, complessa e in continuo movimento, possedere uno strumento che permetta di collegarsi con gli altri sembra essere la soluzione contro la solitudine e la paura di rimanere soli. Per i ragazzi, in modo particolare, ricevere un sms, un messaggio telefonico, significa sentirsi «importanti per qualcuno». Questo, per loro, vuol dire accrescere la propria autostima, la considerazione del sé e favorire l’identificazione tra coetanei. Anche per gli adulti, il telefonino riduce le barriere spazio-temporali, facilita la comunicazione tra le persone e risulta essere indispensabile nelle emergenze, sostituisce le funzioni di altri strumenti (foto, e-mail, ecc.) e dà tranquillità ai genitori quando i figli sono fuori casa.
Se ce ne serviamo in modo misurato e contenuto, come per ogni altra innovazione tecnologica, anche il cellulare è uno strumento di comunicazione necessario. Di contro, questo strumento, però, rischia di trasformarci in persone approssimative, pronte a rinviare decisioni, riducendoci talvolta al pressapochismo.
In questa, come nelle precedenti schede, affrontiamo il risvolto patologico, la parte cioè del disagio che emerge e, insieme, è causata, dall’uso sovrabbondante del cellulare. Questo abuso conduce, tra l’altro, alla dipendenza, al pari della cocaina o di altre sostanze stupefacenti.
Anche la dipendenza da sms è un nuovo segnale di disagio mentale. Questa dipendenza provoca disturbi dell’umore, irascibilità e porta progressivamente alla perdita del lessico e alla capacità di parlare. Appare, in modo evidente, infatti, che la comunicazione verbale dei giovani avviene, molto spesso, attraverso un linguaggio simbolico, sintetico e attraverso abbreviazioni, dimenticando la parola e disabituandosi, quindi, progressivamente a formulare e ad esprimere il pensiero in modo completo.
Pur se a questa problematica sono interessati soprattutto i giovani, la diffusione patologica del cellulare, comunque, comprende ogni fascia d’età. Una delle tipicità del contesto sociale in cui viviamo è la diffusa mentalità di un atteggiamento consumistico e di una spinta ad incoraggiare il comportamento d’acquisto, nonostante l’evidente aumento dell’insufficienza di denaro anche nei ceti sociali medi.
La dipendenza da telefonino: un fenomeno complesso
Secondo i crescenti studi condotti in tutto il mondo sull?argomento, il ?keichu?, come è stato definito in Cina il fenomeno sociale della dipendenza dal cellulare, è un problema che colpisce principalmente i giovani.
L?uso quotidiano e comune del telefonino rende spesso difficile tracciare un confine diagnostico tra ?comportamento normale? e ?comportamento aberrante?. Per questa ragione, per l?individuazione di tale problematica è importante osservare tanto gli aspetti quantitativi quanto quelli qualitativi del rapporto con il cellulare.
Dal punto di vista quantitativo, generalmente si parla di ?cellularomania? quando il traffico telefonico quotidiano di un individuo, costituito da chiamate e sms sia in entrata che in uscita, ammonta all?incirca a 300 contatti.
Tuttavia, il problema quantitativo potrebbe anche essere manifestato in termini di lunghe conversazioni con poche persone o ancora l?utilizzo eccessivo potrebbe essere legato all?abuso di altre funzioni presenti nel cellulare.
Inoltre, al di là della quantità di comunicazioni o del tempo passato al cellulare, si può ipotizzare una ?dipendenza da telefonino? quando una persona presenta alcuni dei seguenti atteggiamenti-spia:
dedica la maggior parte del proprio tempo ad attività connesse all?utilizzo del telefonino (telefonate, sms, giochi, consultazioni, uso di foto-videocamere, ecc.), svolte in modo esclusivo o in concomitanza con altre attività;
manifesta senso di stordimento, mal di testa, vertigini, dolori al viso o all?orecchio o altri sintomi fisici che possono essere collegati all?abuso del telefonino;
manifesta un atteggiamento di estrema affettività verso l?oggetto telefonico che si evidenzia principalmente con la resistenza ad allontanarsi da esso anche per poco tempo;
mostra un utilizzo del telefonino non giustificato da necessità, bensì come strumento per soddisfare bisogni di ordine affettivo-relazionale e come principale mezzo per comunicare con gli altri rispetto ad altre forme di comunicazione;
tende ad entrare in ansia o perfino in panico, o comunque a sperimentare stati emotivi spiacevoli, se il telefonino è scarico o se non funziona;
utilizza il telefonino come mezzo di protezione e di intermediazione per entrare in rapporto con altri con i quali altrimenti non si riuscirebbe a comunicare in modo diretto;
propende ad utilizzare il cellulare come strumento di controllo nelle relazioni sentimentali e affettive;
è incapace di mantenere dei momenti di assenza di contatto e di comunicazione con qualcuno;
tende a giustificare l?incapacità a staccarsi dal telefonino con l?uso di alibi (es. ragioni di sicurezza);
tende ad utilizzare il telefonino per tenere sotto controllo alcune paure o insicurezze (paura della solitudine, fobie specifiche, crisi d?ansia, ecc.);
tende ad usare più telefonini, spesso linee separate in base all?utenza (es. lavoro/amici);
ha l?abitudine di mantenere il telefono acceso anche di notte e di effettuare eventuali risvegli notturni per controllare l?arrivo di short message o di chiamate.
Come tutte le cosiddette ?nuove dipendenze?, anche la ?cellularomania? tende a innestarsi ed a manifestarsi soprattutto in relazione agli aspetti più fragili della persona. Se, ad esempio, la persona ha dei problemi di autostima il telefonino, rispondendo al bisogno di compensare tale problema, tenderà ad essere utilizzato come strumento per affrontarlo. Allo stesso modo avviene per le persone con predisposizione alle dipendenze nei confronti delle persone, in cui esso diviene strumento per gestire i bisogni emotivi.
Spesso la dipendenza dal telefonino si associa ad altre tradizionali o moderne dipendenze che sono secondarie alla cellularomania, quali ad esempio la sindrome da shopping, la dipendenza affettiva e la videomania. Queste ultime possono essere considerate conseguenza della ?cellular addiction? quando si manifestano in relazione ad essa, ossia rispettivamente con acquisti compulsivi nel settore della telefonia (telefonini, accessori e offerte telefoniche), con l?uso del cellulare per assecondare comportamenti di dipendenza affettiva (controllo e continuo contatto) e con l?abuso di videogiochi presenti tra le funzioni del telefonino stesso.
Dipendenza da sms
Il sistema dei messaggini telefonici ha trovato ben presto grande diffusione in relazione alle possibilità di conciliare un mezzo di comunicazione economico, scritto (e quindi conservabile) e indiretto quanto una lettera.
Prima, infatti, chi non riusciva ad esprimere qualcosa verbalmente, poteva farlo attraverso una cartolina o con una lettera. Oggi ciò è possibile attraverso una e-mail o, più velocemente e più alla portata di tutti, attraverso un sms.
Ben presto la necessità di esprimere tanto attraverso uno short message ha portato allo sviluppo di un linguaggio sintetico, fatto di abbreviazioni e codici che è indubbiamente più diffuso tra i giovani e che rappresenta il vero rischio della dipendenza da sms, soprattutto in età evolutiva. Il linguaggio sintetico infatti rischia di prendere il sopravvento tra le funzioni cognitive ed emotive in via di sviluppo, predisponendo alla strutturazione di una forma di pensiero eccessivamente sintetico.
L’intervento sulla dipendenza da cellulare: prevenire è importante quanto curare
Il rapporto con il cellulare è potenzialmente rischioso per tutti, perché spesso solo parzialmente controllabile, dal momento che si possono gestire soprattutto le chiamate effettuate e meno quelle ricevute.
È per questo che la prevenzione di questa forma di dipendenza è importante quanto l?intervento su di essa nella sua forma più acuta.
Esiste infatti la possibilità che, in un periodo particolarmente difficile della vita il telefonino diventi un oggetto su cui canalizzare uno stato di disagio (affettivo, relazionale, ecc.).
Pertanto, è importante allenarsi ad un rapporto equilibrato con il cellulare, limitato nel tempo e capace di autocontrollarsi, concedendosi talvolta qualche pausa dalla sua presenza rassicurante
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emmmm!!! e non parliamo di me: che quando la benedetta vodafone mette in commercio le stupende promozioni sms ed mms gratuiti…. scrivo pure al buio con gli occhi chiusi e in velocità robotica da far venire i brrr brr brr brivididiii!!! il pollice mi si snoda ahhh ahhh ahhh però ragà… se non ci fossero sti sms gratis…bè…però dare in mano dei cellulari a dei bimbi ancora piccini non credo sia una cosa sensata…poichè il problema rimane sempre quello delle radiazioni…e del possibile coinvolgimento psichico emotivo…

Un mattino qualunque…
arriva in casa mia…
una splendida sorpresa…
è Biliù, un morbido micetto…
che appena lo vidi lo misi nel mio letto…
Era una pallina…
gonfia di pelo…
era un gattino, dolce davvero.
Col tempo crebbe…
si fece grande e forte…
ma ad attenderlo nel suo cammino…
un orribile “Morte”.
“Le persone insensibili che maltrattano gli Animali
non avranno che tristezze e vissuti solitari”.
By Moon, dal profondo del suo cuore…

Il carnevale è una festa le cui origini sono antichissime. Ai nostri giorni è l’allegra festa che si celebra, nella tradizione cattolica, prima dell’inizio della quaresima.
Etimologicamente la parola carnevale deriva dal latino “carnem levare”, popolarmente tradotto “carne-vale” o “carnasciale”, perché anticamente indicava il banchetto di abolizione della carne che si teneva subito prima del periodo di astinenza e digiuno della quaresima.
Il carnevale rappresenta da sempre una festa del popolo, che si contrappone alle festività religiose ufficiali.
È un momento in cui vige la più assoluta libertà e tutto diviene lecito: ogni gerarchia decade per lasciare spazio alle maschere, al riso, allo scherzo e alla materialità. Lo stesso mascherarsi rappresenta un modo attraverso il quale uscire dal quotidiano, disfarsi del proprio ruolo sociale, negare sé stessi per divenire altro.
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Origini del carnevale
In genere viene indicato col nome – CARNEVALE – il periodo di tempo che intercorre tra il 17 Gennaio (festa cli S.Antonio abate) ed il primo giorno di quaresima.
In pratica, pero, le principali manifestazioni si svolgono negli ultimi dieci giorni e terminano col martedì grasso, che precede la festività delle Ceneri, inizio, per i cristiani, cii un periodo sacro di cluaranta giorni, in preparazione della solennita della Pasqua, chiamato Quaresima (dal latino quarantena).
In questi quaranta giorni, che ricordano, nel numero, quelli del digiuno di Gesù nel deserto, i cattolici si dedicano alla preghiera ed ad opere di carità, associate a digiuni, penitenze e mortificazioni.
L’uso di osservare la quaresima è documentato dopo il concilio di Nicea (325 dC.), ma forme di digiuno venivano) praticate, anche, in periodi precedenti.
Il martedì grasso non cade in una data fissa, ma questa varia in relazione alla ricorrenza della festività pasquale.
Durante la stagione del carnevale la gente si prende svaghi con privati e pubblici divertimenti, costituiti da manifestazioni burlesche, scherzi, baldoria e mascherate varie.
L’etimologia della parola carnevale” è incerta: secondo alcuni deriverebbe da – carne (le) vale-, con dissimilazione della seconda r in l, poiché, dopo tale periodo, è proibito cibarsi con la carne in alcuni giorni della settimana
Si crede, con fondamento, che il carnevale tragga origine dai saturnali, feste, nell’antica Roma, in onore di Saturno, dio delle seminagioni.
Furono le feste più popolari e diffuse fino all’avvento del cristianesimo e si celebravano dal 17 al 23 dicembre. La parte ufficiale consisteva in un solenne sacrificio nel tempio della divinità, seguito) da un pubblico banchetto, durante il quale i partecipanti si scambiavano auguri di benessere e prosperità.
Nei banchetti privati, tra parenti ed amici che si concludevano in mascherate, farse e vere e proprie orgie, era consuetudine lo scambio di doni di ogni genere.
Gli schiavi godevano della più ampia libertà . L’affermazione del cristianesimo non comporto la scomparsa dei riti pagani, che continuarono a sopravvivere nel cerimoniale cattolico.
Nel Medioevo e nel Rinascimento i festeggiamenti carnevaleschi raggiunsero il più grande splendore a Venezia, Firenze e Roma, dove si svolgevano svariate di allegre manifestazioni, che si concludevano con festose mascherate su carri allegorici infiorati. Attualmente diverse forme carnevalesche hanno ripreso a fiorire, rinnovando tradizioni locali.
In diverse città, poi, si organizza il carnevale nel periodo estivo, cori lo scopo di favorire od incrementare il turismo.
I più bel carnevale della Sicilia, maschere, gruppi mascherati, carri allegorici. Carnevale di Acireale, carnevale di Sciacca, carnevale di Misterbianco.
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2 FEBBRAIO 2007
LAVORO, MOBBING. MANAGER E REGISTA DI AGENZIA ROMANA PER ASPIRANTI SHOWGIRL CHIEDONO PRESTAZIONI SESSUALI IN CAMBIO DI AIUTO PER FAR CARRIERA. ALTRE TESTIMONIANZE. Dopo i servizi trasmessi da Striscia sull’agenzia per aspiranti attrici i cui regista e produttore sono soliti fare avances alle ragazze, Max Laudadio torna a Roma e intervista un agente di moda il quale desidera fare chiarezza sulla sua posizione. L’uomo, ora accusato da molti genitori di essere d’accordo con i titolari di quell’agenzia, ammette di avervi inviato alcune ragazze minorenni perchè lo riteneva persona corretta, ma chiarisce di non avere nulla a che fare con lui dal punto di vista professionale. Inoltre aggiunge che persino sua figlia dietro suo consiglio ha sostenuto un provino in cui è stata obbligata ad un bacio con la lingua. L’uomo accetta di telefonare al regista davanti all’inviato di Striscia chiedendogli ragione del suo comportamento indecente, ma non riceve risposte soddisfacenti. La seconda testimonianza arriva da una minorenne, la quale racconta di avere incontrato il regista per un provino e di avere accettato la richiesta di una prestazione orale in cambio di una parte da protagonista nel suo film a cui teneva moltissimo. Invece le è stato offerto solo un corso di recitazione a pagamento.
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1 FEBBRAIO 2007
LAVORO, MOBBING. MANAGER E REGISTA DI AGENZIA ROMANA PER ASPIRANTI SHOWGIRL CHIEDONO PRESTAZIONI SESSUALI IN CAMBIO DI AIUTO PER FAR CARRIERA. LA TESTIMONIANZA DI ALCUNE RAGAZZE MINORENNI. Continua l’inchiesta di Max Laudadio e Valerio Staffelli sull’agenzia romana di spettacolo che effettua provini chiedendo prestazioni sessuali alle giovani aspiranti attrici. Una giovane ragazza ha fermato i due inviati appena fuori dall’agenzia dopo lo scontro con la titolare per testimoniare la sua esperienza con il regista, il quale le ha chiesto una prestazione orale. Ma sono numerose le ragazze vittime dell’agenzia che hanno contatto la redazione del Tg satirico. L’inedita coppia di inviati intervista a Roma in forma anonima alcune minorenni vittime del regista accompagnate dai genitori. Una di loro racconta che durante il provino le è stato chiesto di concedersi e di fronte alla risposta negativa il regista ha cercato di convincerla ribadendo l’importanza del film per il quale si era candidata e la grande occasione persa. Un’altra testimonia di essersi dovuta spogliare e aver dovuto dare un bacio con lingua al regista contro la sua volontà. (vedi 29, 30 e 31 gennaio 2007)
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31 GENNAIO 2007
LAVORO, MOBBING. MANAGER E REGISTA DI AGENZIA ROMANA PER ASPIRANTI SHOWGIRL CHIEDONO PRESTAZIONI SESSUALI IN CAMBIO DI AIUTO PER FAR CARRIERA. LAUDADIO E STAFFELLI CHIEDONO SPIEGAZIONI MA VENGONO AGGREDITI E ALLONTANATI. Continua l’inchiesta di Striscia su un agenzia di Roma che promette ad aspiranti attrici una parte in un film hollywoodiano in cambio di prestazioni sessuali. Nei giorni scorsi, in seguito alle segnalazioni giunte a Striscia, il Tg satirico ha inviato due attrici complici per verificare la situazione. La trafila mostrata rivelava richieste esplicite alle ragazze sia da parte del produttore e che del regista del fantomantico film. La coppia di inviati formata da Valerio Staffelli e Max Laudadio entra nell’agenzia e chiede spiegazioni al regista e al produttore protagonisti dei sexy provini. All’arrivo della titolare della società cinematografica, registrata in realtà come una ditta di piastrelle, gli inviati di Striscia vengono malmenati e invitati a uscire. Il cancello esterno all’agenzia è tuttavia chiuso e i due sono costretti a rimanere in un cortile. Staffelli e Laudadio incontrano nuovamente il regista, il quale assicura di fare provini “normali? e nega di aver mai fatto avances alle aspiranti showgirl, contraddicendo palesemente le immagini mostrate nei precedenti servizi di Striscia. Alla fine sopraggiunge anche la polizia per chiedere chiarimenti di quanto è successo e un’ambulanza. (vedi 29 e 30 gennaio 2007)
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30 GENNAIO 2007
LAVORO, MOBBING. MANAGER DI AGENZIA PER ASPIRANTI SHOWGIRL CHIEDE PRESTAZIONI SESSUALI IN CAMBIO DI AIUTO PER FAR CARRIERA. NUOVI CASI SEGNALATI A STRISCIA. L’INCHIESTA CONTINUA. L’inchiesta di Striscia sull’agenzia segnalata da alcune ragazze che hanno ricevuto avances e richieste di prestazioni sessuali in cambio di parti in film holliwoodiani continua. L’attrice inviata come gancio a un provino per aspiranti attrici viene scoperta dal regista il quale si adira e la minaccia. La giovane si dilegua prima che la situazione si faccia pericolosa, ma viene prontamente sostituita da un’altra attrice dotata di telecamera nascosta. Questo secondo gancio inizia il suo provino incontrando lo stesso produttore del giorno prima. Anche questa volta l’uomo spiega senza mezzi termini che per ottenere parti nei loro film e lauti guadagni bisogna accettare di avere rapporti sessuali con impresario e regista e aggiunge che questo nel mondo dello spettacolo accade nel 90% dei casi. Il regista va ben oltre e chiede seduta stante alla ragazza un bacio, di mostrargli il seno e infine una prestazione orale. (vedi 29 gennaio 2007).
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Testimonianze queste amici cari..sconcertanti, certo che non c’è più dignità, ne diritti morali…
però io dico…se già, entrando in un agenzia di spettacolo, noti che qualcosa non quadra…perchè non alzi i tacchi e vai via?
di allupatazzi in giro ce ne sono tanti… ma cavolo!!! ragazze!! svegliaaaaa!!se voi non vi abbassate ai loro piaceri.. questi stronzetti, possono fallire di sicuroooo….
Comunque.. che dire, quando ho visto la puntata di striscia mi sono al dir poco schifiata…
soprattutto x una testimonianza in diretta di una ragazza che credendo al ruolo di attrice protagonista, dal regista promossele, non vi posso scrivere cosa ha fatto al registaaaaaaaa…
ma che regista era? porno!!!!probabilmente…
io a questi avance gli avrei dato un colpo di tacco sul p……o!!e poi avrei chiamato i carabinieri registrando tutto col cellulare..
“Difendiamo i nostri diritti di donna…non caliamo lo sguardo x compiacerci.. o x far piacere a dei porcelloni”.
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/template/template_sexy_provini_10.shtml

La leggenda:
Il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano (per la fertilità), è l’ origine di questa festa degli innamorati.
Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al dio Lupercus. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso. L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.
Determinati a metter fine a questa primordiale vecchia pratica, i padri precursori della Chiesa hanno cercato un santo “degli innamorati per sostituire il deleterio Lupercus. Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima.
A Roma, nel 270 D. C il vescovo Valentino di Interamna, (oggi è la città di Terni), amico dei giovani amanti, fu invitato dall’imperatore pazzo Claudio II e questi tentò di persuaderlo ad interrompere questa strana iniziativa e di convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio, 270, San Valentino fu lapidato e poi decapitato.
La storia inoltre sostiene che mentre Valentino era in prigione in attesa dell’esecuzione, sia “caduto” nell’amore con la figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla e che, in seguito, le avesse firmato il seguente messaggio d’addio: ” dal vostro Valentino, ” una frase che visse lungamente anche dopo la morte del suo autore…”
- La leggenda di San Valentino
San Valentino viene ricordato come il protettore degli innamorati. A lui sono legate molte
leggende che raccontano delle sue gesta.
Ecco di seguito quelle più famose.
” Leggenda dell’amore sublime”:
- Questa leggenda narra di un giovane centurione romano di nome Sabino che, passeggiando per una piazza di Terni, vide una bella ragazza di nome Serapia e se ne innamorò follemente.
Sabino chiese ai genitori di Serapia di poterla sposare ma ricevette un secco rifiuto: Sabino era pagano mentre la famiglia di Serapia era di religione cristiana. Per superare questo ostacolo, la bella Serapia suggerì al suo amato di andare dal loro Vescovo Valentino per avvicinarsi alla religione della sua famiglia e
ricevere il battesimo, cosa che lui fece in nome del suo amore.
Purtroppo, proprio mentre si preparavano i festeggiamenti per il battesimo di Sabino ( e per le prossime nozze), Serapia si ammalò di tisi. Valentino fu chiamato al capezzale della ragazza oramai moribonda. Sabino supplicò Valentino affinché non fosse separato dalla sua amata: la vita senza di lei sarebbe stata solo una lunga sofferenza. Valentino battezzò il giovane, ed unì i due in matrimonio e mentre levò le mani in alto per la benedizione, un sonno beatificante avvolse quei due cuori per l’eternità.
- “Leggenda della rosa della riconciliazione”:
Un giorno San Valentino sentì passare, al di là del suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Decise di andare loro incontro con in mano una magnifica rosa. Regalò la rosa ai due fidanzati e li pregò di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della rosa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore.
Qualche tempo dopo la giovane coppia tornò da lui per invocare la benedizione del loro matrimonio.
La storia si diffuse e gli abitanti iniziarono ad andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese.
Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in
quel giorno del 273 San Valentino morì.
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- bè…San Valentino tente orami a diventare come un pò tutte le altre feste o ricorrenze… un pò troppo commercializzato…per stravendere bacetti peruggina, o cenette intime ecc ecc…San Valentino è dentro il cuore di ognuno di noi…se riteniamo sia un giorno appunto d’amore… questo amore lo si potrebbe anche diffondere x tutti coloro che non hanno una xsona vicina che vuol loro bene, o lo si potrebbe donare in maniera sincera e in forma di affetto…piccoli dolci gesti…a persone ,anziani, e animali che amiamo e rispettiamo…che non sia solo un giorno x mangiar cioccolatini e dir ti amo… ad un solo lui o una sola lei…ma che sia un giorno d’amore o affetto x tutti…coloro hanno un cuore sincero e meritevole di rispetto e d emozioni…
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Da bambina ero un’appassionata delle merende del Mulino Bianco..
i regali che si trovavano nelle scatole delle merendine, erano davvero unici,per esempio:le mitiche gomme profumate e a forma di tegolino, o soldino, che belle che erano, ricordo che con mio fratello, per giocare, facevamo finta di mangiarle, quelli si che erano tempi semplici..ora invece, si trovano anche giochini un pò idioti o che non vien proprio la voglia di giocare.E poi..non sò, ma avevano un sapore così buonooo!; i miei preferiti erano i- “tegolini”(che anche se oggi si trovano di nuovo, non sono come i tegolini che facevano una volta.. oggi, essi infatti sono diversi xquanto riguarda la dimensione, sono infatti, stretti ed allungati, molto più piccoli dei precedenti, certo anche quelli di oggi sul mercato sono buoni, ma xchè ridurre le dimensioni?anche l’odore di cioccolato, era più intenso, rispetto alle merendine di oggi).
E i – “trancini”? trancetti di pan di spagna al cacao con farcitura di crema al cacao, piccoli ma buonissimiiiiii!!!, e i – “soldini”? io mi divertivo a mangiar tutta la merendina di cioccolato e lasciavo il soldino x ultimo, x gustarmelo tutto con calma, chissà per quale scelta di marketing, la Mulino Bianco non produsse più queste due merende, e dopo una breve “pausa di riflessione” arrivarono nei supermercati i nuovi Tegolini e altre merendine ancora, di altre case produttrici, tipo la motta, con le buonissime girelle, e la pubblicità tanto carina che faceva:La morale è sempre quella….fai merenda con girella!!e sii veniva proprio la voglia di magiar una gustoso girella,ora si trovano anche queste nei supermercati, ma…sono più piccoleeeee!!
- E quelle tipo crostatina..con attorno tutta marmellata alla fragola o albicocca e nel centro una specie di fontanellina di biscotto? gnam gnam!nn ricordo xò come si chiamavano..
- o quelle di pasta frolla con dentro tanta nutella?confezionate singolarmente una ad una nella confezione?
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A quanto pare non sono l’unica a sentir la nostalgia sia delle vecchie merendine e i suoi regalini che della pubblicità del mugnaio con Clementina….leggete un pò che ho trovato su internet..la foto xò la dovrete andar a veder voi nel seguente link:http://maryannpink.leonardo.it/blog/amarcord_mulino_bianco_vm_25_anni.html
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Sono cresciuta a pane e prodotti Mulino Bianco. E quando dico prodotti Mulino Bianco intendo dalle sofisticate Macine, ai briosi tarallucci ( vino ed i piaceri di Bacco sono intervenuti solo in un secondo momento), dai teneri pandistelle ai bucolici Galletti. Mi ci sono nutrita in modo così costante che, nonostante si trattasse di una dieta ipercalorica, le adiposità localizzate, terrorizzate dall’assunzione di cotanti coloranti, hanno alfine desistito dall’attaccarmi senza pietà, come avrei meritato.
Ricordo con intensa nostalgia le risse continue con mia sorella per accaparrarci la sorpresa che il Sig. Mulino Bianco in Barilla, personalmente, metteva premurosamente in ogni confezione, arrivando anche a sfidarci in una battaglia di tiro con pigne al fine di detenere il gioco delle pulci e le gommine. E i punti che ci consentivano, saccottino dopo saccottino, di avvicinarci all’ambito trofeo vuoi della casetta del Mulino, vuoi della dodecafonica Mulino-Radio, vuoi dello scientifico Mulino di nientepopòdimeno che Archimede.E che puntualmente ci venivano rapinati da mia madre per avere in omaggio la Brocca o l’indispensabile Portagrissini con lo stemma della rondine ( oggi portapenne senza tappi).
Una serie di affronti che narravano, in tutta la loro irruenza, emblematicamente l’eterna problematica del gap generazionale.
Ma la mia stima e affezione sempiterna alla Famiglia Barilla sono dovute ad altro. Alla palpitante saga pubblicitaria di Clementina ed il Piccolo Mugnaio Bianco ( all’anagrafe Beppe Bianchi). Una storia d’amore più strappalacrime di quella tra Romeo e Giulietta, più platonica di quella tra Dante e Beatrice, più open-ending di quella tra Paperino e Paperina. Una storia fatta di passione vera ( mia: per le calze a righe di Lei), di avventure pericolose ( Lui rischiava di essere schiacciato dal buon 45 del mocassino di Lei, esattamente ogni volta) di dolci momenti ( quelli in cui la Clementina si sbafava le merendine, con grande cupidigia, direi).
La storia, in breve: Lui, il Piccolo Mugnaio, senza un vero nome e cognome, alto come uno gnomo, che gnomo non era perché carente del classico cappellino a punta, vestito da pizzaiolo, ma sforna-merendine di professione, coinvolto da una passione carnale per l’unica donna della zona ( avete mai visto intorno al Mulino altre abitazione nel raggio di 100 miglia?no.), decide di conquistarla prendendola per la gola e sfornando ogni volta una nuova fantasiosa merendina, nella speranza che Lei lo noti e si conceda, almeno per una pomiciata. Lei, un’agreste fanciulla bionda, statuaria, burrosa come Valeria Marini, ma vestita come Pippi Calzelunghe, riceve una merendina diversa ogni giorno da un ammiratore che Lei crede lontano, ma che, in realtà, causa delle dimensioni mignon, rischia di addentare ogni volta tra una farcitura e l’altra del Tegolino.
La storia non ha mia avuto un epilogo perché i Produttori decisero immotivatamente di sostituirli con la famiglia Mulino B. in carne e ossa che noi tutti conosciamo. Ché, forse il Piccolo Mugnaio aveva richiesto una esosa triplicazione del cachet iniziale? Forse, il Moige temeva che certe scene in cui la Clementina si scagliava voluttuosamente verso la merendina fossero di cattivo esempio per i minori?
Comunque fosse stato, abbiamo saputo da fonte certa, che attualemente Clementina, come spesso accade al venir meno della notorietà troppo velocemente acquisita, fa la vita all’angolo di una tangenziale di Roma, ma rischia di essere nel cast del prossimo Reality Vip per tentare la riabilitazione, mentre per fortuna il Piccolo Mugnaio, dimessi i panni da star è tornato quel ragazzo umile di un tempo e, profitteroles dopo profitteroles, ha ingranato con l’attività di pasticcere e ha investito ingrandendo l’attività, tra l’altro creando posti di lavoro e smuovendo l’economia stagnante del Villaggio del Mulino. Insomma, il ragazzo ha svoltato. In più, per gli amanti delle cronache rosa, si sappia che da qualche mese è convolato in giuste nozze (riparatrici secondo le malelingue) con la seducente Puffetta.
Il matrimonio, infatti, è stato recentemente allietato dalla nascita di un delizioso PuffMugnaio di colore blu cobalto, di cui, però, come sostengono i beninformati, pare che la paternità non sia troppo certa.
Si sa, Puffetta, proprio una Santa non è mai stata.
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Quante sorprese ho ancora conservate…..hanno resistito bene direi tutti questi anni,certo un motivo ci deve essere no? sarà che si dava più importanza sia per l’utilità effettiva ludica che rappresentavano a livello educativo o creativo ecc..ricordate anche delle sorprese(in scatola”fiammiferi”) e il mulino?. Dovrei anche averla da qualche parte!? anzi x l’esattezza non è mia ma della mia sorellina Clay..ci giocavamo sempre sedute a terra,e ci facevamo delle belle risate..la casa di mulino, presa con i punti delle merendine),conteneva vari giochini all’interno di essa!.che nostalgiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Le Very Important Persons, cioè i Vip, per rimanere tali e riaffermare nel tempo la propria immagine e notorietà, devono vedersela con la concorrenza agguerrita dei volti emergenti e di conseguenza con l’inesorabile trascorrere del tempo, che gualcisce la propria naturale bellezza. In assenza di un “elisir d’eterna giovinezza”, i ricconi nostrani e stranieri, cercano di vincere gli anni con continui interventi chirurgici, che non sempre danno gli effetti sperati… Ecco una rapida carrellata dei “rifatti” più vistosi!
a cura di Sergio Cardella
21 marzo 2006
Perchè rifarsi? forse i vip non accettano i fisiologici cambiamenti che il nostro corpo subisce con gli anni? C’è chi onestamente ammette il “ritocchino”, chi nega anche l’evidenza… Tutti pensano comunque di apparire più giovani e più belli…Sarà vero?
Silvio Berlusconi è di certo il più illustre: ha pubblicamente ammesso di aver fatto ricorso a vari lifting e al trapianto di capelli, per cancellare il segno degli anni.(Ricordate la buffa bandana con cui cercava di coprire l’intervento?) Perché la “bellezza” è un diritto per tutti, ma in certi casi è anche un dovere(?)…
Kylie Minogue, a 36 anni suonati si ostina a vestirsi e atteggiarsi da ventenne, e si è già fatta stirare le rughe. E il risultato non è esaltante: pelle lucida, volto snaturato, sorriso plastico. Qualcuno dice che sia colpa delle iniezioni di botulino, altre fonti, più vicine alla cantante australiana, sostengono che Kylie si sia sottoposta a un vero e proprio lifting completo!
Britney Spears è l’ennesima con dei guai al decolleté: nel 2000 si è fatta gonfiare la scollatura, ma siccome il medico ha esagerato e le ha regalato una quinta misura (da una prima che aveva), un paio d’anni dopo è arrivato il ritocco. Ora Britney porta una più naturale terza (nelle foto “l’evoluzione”)
Courtney Love, l’ex moglie di Kurt Cobain, è un’altra vittima di bisturi poco attenti: dopo la plastica al seno le sono spuntati, alla base delle mammelle, degli inestetici rigonfiamenti, che lei non esita a mostrare all’obbiettivo dei fotografi.
Ana Laura Ribas: l’ex naufraga è stata da poco appena dimessa da un ospedale. Rivela ai microfoni: “il seno rifatto con data di scadenza non è solo una leggenda metropolitana”, e aggiunge “L’ho ritoccato quattro anni fa e ora ho avuto un rigetto, ho cambiato le protesi “. In poche parole, il seno è “scoppiato”!
Lil’ Kim, nota cantante hip hop americana, si è sottoposta a talmente tanti interventi da beccarsi il nomignolo di Michael Jackson in gonnella. Soprannome azzeccato, visto che, tra le tante cose, Lil’ si è anche fatta schiarire la pelle…
Meg Ryan, che non ha mai avuto labbra carnose, ora si presenta con due piccoli canotti al silicone
Jessica Lange si è fatta la plastica completa e ora non solo sembra vecchia come prima, ma ha perso i tratti somatici tipici del suo bel viso; persino il taglio degli occhi è cambiato
Priscilla Presley con il suo ovale perfetto, è caduta in tentazione e ha commesso l’errore che commettono in tante: pensare che due zigomi finti e sporgenti possano servire a tirare la pelle e a donare un look più giovane…
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C’è chi se ne vanta…
1) Un nuovo concorso di bellezza per donne rifatte: La prima edizione si è svolta in in Cina nel 2004 e il titolo ufficiale di Miss Chirurgia Plastica è andato a Feng Quian.. Una gara di bellezza indetta dopo che una diciottenne era stata squalificata da un altro concorso in seguito alla scoperta di un intervento di chirurgia plastica. La vincitrice si è sottoposta a ripetute iniezioni di botulino e numerosi interventi chirurgici che le hanno affilato il viso, reso piatta la pancia e allargati gli occhi, è stata scelta tra venti finaliste tutte rigorosamente “artificiali” dai 18 ai 62 anni. In finale anche un transessuale, Liu Xiaojin, 21enne, uomo fino a soli tre anni fa.
Le future concorrenti, per poter partecipare, dovranno presentare le ricevute ospedaliere, che certifichino non solo che la modifica è avvenuta, ma che è avvenuta prima della chiusura delle iscrizioni, in modo da evitare che le ragazze si sottopongano a interventi di fortuna dell’ultimo minuto.
2) Dopo essere sbarcata in tv, la chirurgia plastica debutta in passerella: 300 donne newyorkesi hanno festeggiato con orgoglio il famoso ‘ritocchino’ e esibito, in un party in un locale di Long Island, i miracoli operati dal bisturi. La festa ha celebrato soprattutto lui, il mago del bisturi, il dottor Stephen Greenberg, che negli anni ha goduto incredibile favore da parte della clientela femminile e che ha sfilato trionfante accanto alle sue pazienti. Alla corte del dottor Greenberg non è voluta mancare proprio nessuna, dalle ragazzine con il nuovo nasino alla francese alle signore ringiovanite di almeno dieci anni grazie a stirature invidiabili. L’orgoglio delle rifatte è diventato un fenomeno di costume negli Usa: oltre alle trasmissioni televisive sull’argomento spopolano i Botox party: dieci donne che tra un bicchiere di champagne e un pasticcino si fanno fare dal medico l’iniezione di botulino così da eliminare dal viso i vistosi segni del tempo
3) Nancy Brilli è in Italia un caso a parte: è in forma smagliante a 40 anni, grazie all’amore e alle “premurose cure” del fidanzato Roy de Vita, notissimo chirugo plastico di Roma.
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> non erano poi cosi belle prima di ricorrere alla chirurgia plastica!!
> they were not as sexy as they are now before breasts implant…..
1 E. Canalis
2 Giorgia Palmas
3 Ludmilla Radchenko
4 E. Santarelli
5 Angelina Jolie
6 Aida Yespica
7 Nina Moric
8 Melissa Satta
9 M. Corvaglia
10 V. Silvstedt
11 B. Bulgari
12 Eva Henger
13 Carmen Electra
14 Beyonce
15 Elenoire Casalegno
16 Federica Ridolfi
17 Pam Anderson
18 C. Aguilera
19 Federica Fontana
20 B. Chiappini
21 Anna Falchi
22 Ela Weber
23 Mascia Ferri
24 Bambola Ramona
25 C. Parodi
26 M. Colombari
27 Mariah Carey
28 Demi Moore
29 G. Montanarini
30 Valeria Marini
31 Jessica Simpson
32 V. Beckham
33 Arianna David
34 A. N. Smith
35 Eva Grimaldi
36 Britney Spears
37 S. Ventura
38 Lindsay Lohan
39 Katia Pedrotti
40 B. Nielsen
41 F. Dellera
42 Alba Parietti
43 Carmen di Pietro
44 Ana L. Ribas
45 Courtney Love
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Controcorrente:
Le famose che resistono sono così poche che bisognerebbe conservarle sotto vuoto, come delle rarità. Si tratta della spagnola Vanessa Incontrada, della svizzera Michelle Hunziker o della corsa Laetitia Casta, fantastiche così come sono: acqua, sapone e nessun collagene. O l’attrice Vittoria Puccini, star di “Elisa di Rivombrosa”, che all’intervento preferisce un seno ridotto ai minimi termini.
(fonti: internet).
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- Ora dico io!!!! ma xchè non si accettano e si accontentano di come mamma le ha fatte? (certo se la chirurgia invece servisse a d intervenire come riparazione estetica x effettivo bisogno,(mancanza totale del seno, quindi intendo nemmeno una prima o dopo non sò, un intervento, un motivo di salute, malformazione fisica, che potrebbe essere causa di disagio interiore ..allora la concepisco…ma.x fare le ochette nel pantano e far divertire solo gli occhietti e gli ormoni dei maschietti in calore…lo trovo ridicolo).
- anche xchè secondo me tutto sto correre e ricorrere ai bisturi x creare non più armonia ma falsità nel corpo…è un costruirsi una superficiale immagine di sè, ovvero una identità sbsgliata che non va, poi alla fine ad identificarsi con ciò che una o uno è veramente dentro…
questo è ciò che penso…
- ovviamente, e non tutti x fortuna, i maschietti non la pensano così, è ovvio, dove l’estetica delle misure, diviene una moda di pensiero,tra gruppi, solo…pochi ragazzi maturi e veri, si accorgono che la naturalità, spontaneità e saggezza non solo emotiva ma anche fisica è il dono più raro e prezioso che va considerato…(pensiero by Moon).

Nonostante la sensibilità nei confronti degli animali sia in aumento, in Italia continuiamo ad assistere a episodi di inaudita violenza verso gli animali, spesso anche ad opera di minori.
Per fermare la spirale di comportamenti illegali e di atti brutali, di cui il cagnolino Aronne – ustionato a morte vicino a Mantova – rappresenta solo un esempio, è indispensabile che le Istituzioni riempiano i vuoti normativi e promuovano un corretto rapporto tra l’uomo e gli altri animali.
Pur riconoscendo gli individui non umani come esseri viventi – dotati di sensibilità psico- fisica e capaci di reagire agli stimoli del dolore.
La nuova formulazione dell’art. 727 del Codice Penale risulta insufficiente ai fini di una piena tutela e priva di una soddisfacente forza dissuasiva in merito al maltrattamento di animali.
Chi commette tale reato è punibile con un’ammenda compresa tra 1.033 e 5.164 Euro (da 2 a 10 milioni di Lire) e spesso il reato cade in prescrizione.
Per chiedere al Ministro della Giustizia di adeguare la legislazione a tutela degli animali alla normativa di altri paesi e di prevedere pene più severe, come avviene in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, dove i reati di maltrattamento sono puniti anche con la reclusione.
- http://www.dirittianimali.org/
Fermiamo la crudeltà sugli animali!
Le sevizie e l’agonia di Aronne, la crudele esecuzione dei cuccioli di Torre Goito e l’efferatezza con cui sono stati torturati il cavallo Tex e la sua compagna a Bonferraro, rappresentano SOLO alcuni dei tanti atti di violenza sugli animali compiuti ogni anno in Italia.
à L’articolo 727 del codice penale riconosce gli animali come esseri viventi dotati di sensibilità psico-fisica e capaci di reagire agli stimoli del dolore, ma NON rappresenta uno strumento sufficiente ad assicurarne la piena tutela e NON esercita un’efficace azione dissuasiva.
à Chi commette un reato contro gli animali viene infatti punito SOLO con un’ammenda compresa tra 1033 e 5164 Euro (da 2 a 10 milioni di Lire) e, nella stragrande maggioranza dei casi, il reato cade in prescrizione, perciò:
Chiediamo al Ministro di Grazia e Giustizia di riformulare l’articolo 727 c.p. e di prevedere pene più severe per chi sevizia e uccide animali (come avviene in Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti, dove i reati di maltrattamento vengono puniti anche con la reclusione).
Poichè – in base al DPR 31/3/79 – il Sindaco è responsabile del benessere degli animali sul territorio comunale, dell’applicazione delle leggi a loro tutela ed è l’autorità in materia di ordine e sicurezza,
Invitiamo i Sindaci a promuovere, tramite l’istituzione di opportuni percorsi formativi e informativi obbligatori per adulti e ragazzi, iniziative per l’educazione a una convivenza uomo-animali basata sulle istanze etiche del rispetto e della non-violenza.
La crudeltà sugli animali è il tirocinio della crudeltà sugli uomini (Orazio)

05/01/2007-
Domenica 14 gennaio 2007 si terrà a Polcenigo (Pordenone), nella frazione di Mezzomonte, la Sagra del Porcello, un appuntamento che fa ormai parte della tradizione locale. La novità di quest?anno è la reintroduzione di un animale come premio. L’attuale amministrazione, infatti, governata dal sindaco Toppati recentemente eletto, ha deciso di non proseguire per la strada intrapresa dal sindaco uscente, Luigino Del Puppo, che aveva vietato, attraverso l’Ordinanza comunale contro i maltrattamenti agli animali, l?uso di un animale, un maialino, come premio in palio per la Sagra.
La LAV Onlus ha chiesto al Sindaco, prof. Carlo Toppani, di abolire la formula della manifestazione che prevede la cessione in premio di un maiale vivo e, laddove tale appello non venga accolto, invita l?Amministrazione cittadina a verificare che siano effettuati tutti gli accertamenti per evitare eventuali maltrattamenti degli animali utilizzati, sanzionabili penalmente ex art 544 ter e 727 c.p.
Da mercoledì 10 gennaio, inoltre, sarà attiva sul sito internet della LAV di Pordenone una sezione che consentirà l?invio di un messaggio di protesta contro la Sagra del Porcello di Polcenigo, direttamente all?attenzione del Sindaco, prof. Toppani.
“Se la sagra di Mezzomonte deve svolgersi in ogni caso, – ha dichiarato Guido Iemmi della LAV di Pordenone ? chiediamo che sia scelto un premio che segni una svolta culturale, e che dimostri il desiderio degli uomini (che si ritengono superiori alle altre specie animali) di voler chiudere con un passato fatto di sopraffazione e sofferenza, subite immancabilmente da chi non può difendersi “.
?Tradizione?: un termine del quale si fregiano eventi che a volte affondano le loro radici nel nostro passato più remoto, ma che sempre più spesso si definiscono tradizionali anche se hanno alle spalle 5 o 6 edizioni di una manifestazione. Ma laddove provengano davvero da un lontano passato, ciò non vuol necessariamente dire che gli eventi legati alla ?tradizione? siano sempre e comunque positivi. Bastino gli esempi dei combattimenti fino alla morte tra schiavi, ?tradizionali? nelle arene romane; o delle esecuzioni pubbliche di condanne a morte, a monito degli astanti e via così di brutalità in brutalità. Ebbene, fortunatamente, la nostra evoluzione culturale ha consentito di superare e sospendere tali efferate tradizioni.
Originariamente il premio consistente nel maiale veniva devoluto alla famiglia più misera del paese, per aiutarla a migliorare la propria condizione e per indurre i concittadini alla carità cristiana. Ma oggi a Mezzomonte non esistono più realtà di miseria, altrimenti nocumento dell?Amministrazione cittadina, e quindi non sono rispettati i presupposti storici per i quali fu istituita la formula, ma vengono esaltati concetti consumistici e diseducativi.
Offrire un maiale come premio in una sagra popolare è indicativo di un approccio culturale nei confronti dell?animale, legato ad archetipi che fanno parte del passato più remoto degli esseri umani, che vedevano in esso un oggetto, una proprietà, uno strumento. Purtroppo ancora oggi ci sono persone che nei rapporti con gli altri sono ancora legate a quegli schemi, che fanno della sopraffazione dei più deboli il pilastro fondate del rapporto con gli ?altri?.
“Considerare un maiale alla stregua di un premio dimostra l?insensibilità verso esseri senzienti che noi umani abbiamo deciso siano utilizzati a nostro piacimento: trattandoli come macchine negli allevamenti intensivi, considerandoli ?produttori? di pelli o ?basi? per inutili quanto dannosi esperimenti chimici, usati come bersagli mobili delle nostre doppiette, o come premi in sagre paesane” conclude Iemmi.
-(http://www.infolav.org/home/5849.htm).
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Si stima che in Italia ogni anno, tra sagre, feste paesane e palii, si svolgano un migliaio di manifestazioni con utilizzo di animali, delle quali, un terzo circa, si conclude con la loro morte. Si tratta per lo più di riti dal carattere sacro-profano , in genere in onore di santi e madonne locali, legati ad ataviche paure di carestie, epidemie ed a quant?altro affliggeva l?umanità; nessun spirito sacro o l?espressione di una sincera devozione, possono però trovare spazio oggi nel crocifiggere e terrorizzare una colomba legata ad ali spiegate su di una ruota cosparsa di petardi ad Orvieto, nell?insaponare e braccare un maialino a Capaci, nello strattonare per le vie e poi sacrificare un bue a Roccavaldina, nello sgozzare capretti a San Luca o nel sottoporre buoi ad uno sforzo spropositato per sei interminabili ore al solo scopo di trascinare un obelisco di 100 quintali a Mirabella Eclano.
Contraria a queste manifestazioni, pericolose per l’incolumità pubblica e degli animali, la LAV da sempre sollecita le Autorità competenti affinché prestino maggiore attenzione ed assumano iniziative che rendano obbligatorie alcune misure preventive. I Palii ad esempio si svolgono solitamente su tracciati urbani, inadatti a gare di velocità, su piste con fondo riportato, raggi di curvatura ridotti, tra protezioni rigide. Tutto si svolge in pochi minuti sottraendo a telecamere e spettatori la vista dei cavalli infortunati e differendo nel tempo la loro soppressione. Nei centri minori, si lanciano purosangue in folli corse su pericolosissimi percorsi cittadini dal fondo asfaltato o lastricato: cavalli zoppi e fondi proibitivi portano i cavalli a schiantarsi e morire contro muri e transenne ad Avola, Menfi, Solarino, Ronciglione, Siena, Udine ed Asti, a fracassare la testa del fantino a Castel del Piano. Al Sud, il fenomeno è aggravato dai reggenti mafiosi che colgono in queste manifestazioni, al pari dei combattimenti tra cani, l?opportunità d?incrementare l?attività delle scommesse clandestine. Seguono a cascata, in forme sempre più povere e patetiche, le innumerevoli sagre, le corse di buoi (Chieuti, Montefalco), asini (Premosello, Masera, Galliate, S. Maria a Monte, Cembra, Calliano, S. Maria a Monte, Castelsilvano, Benetutti, Alba), le ?ruote della fortuna? fatte girare per intere giornate con sopra un porcellino d?India (Montalcino), la palombella stordita dai petardi a Orvieto, la corsa delle oche a Montagnano, Lacchiarella, San Miniato, la caccia alle rane (San Casciano Bagni) e persino alle zanzare (Valle Lomellina) premiate con maiali, struzzi, agnelli, anatroccoli, quasi a suggellare un destino inesorabile: morire da protagonisti o morire da comparse.
Pesante l?impatto diseducativo sui giovani nel vedere l?adulto deridere o sopraffare il soggetto debole. Eppure il nostro Paese si è dotato di norme che fissano principi di tutto rispetto per gli animali e pongono divieti ad ogni forma di abuso nei loro confronti. Ogni Sindaco, tra le proprie funzioni ha anche il ruolo, attribuitogli dal DPR 31 marzo 1979, di massima autorità tenuta a far rispettare le leggi a tutela degli animali che vivono nel territorio comunale ed a prevenire ogni forma di maltrattamento. L’articolo 727 del Codice Penale, che punisce il maltrattamento di animali, è riuscito solo in parte a bloccare questi spettacoli diseducativi. Gli organizzatori (in genere comuni o parrocchie) sono restii a sostituire gli animali veri con fantocci mentre veterinari, prefetture e procure, ancora oggi, non brillano per coraggio. Tuttavia, grazie a questi strumenti, ottenuti dopo anni di impegno, in alcune località si è potuto imporre la modifica degli aspetti cruenti di ?tradizioni? apparentemente immutabili: a Roccavivara non si prende più a mazzate un gallo seminterrato ed a Calvello non si sgozzano più polli, conigli, capretti appesi ad una corda da persone bendate, infine a Pontenure non si fa più volare l?asino dal campanile.
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“Mia riflessione personale a riguardo”:
- Questa è una realtà sconcertante, sia per quanto riguarda la vivisezione: dove la mano e l’intendo dell’uomo supera di gran lunga la sua cattiveria e malvagità…in determinati contesti, ma poi…leggere anche di poveri animali dati in premio come merce di scambio, o come semplice cose, in giochi di massa o feste popolari…è il massimo!!!
- chi non è capace di rispettare nel suo piccolo, e quindi nel suo ambiente stesso, l’animale, è un privo di sentimeti, che non sa rispettare l’uomo stesso….
- x chi non conoscesse ancora il sito della lav..ove si possono apprendere tristi realtà sugli animali, da parte dell’uomo…ma anche iniziative, petizioni e altro ancora per sensibilizzare e cercare di aiutare in qualche modo i nostri amici a 4 zampe, consiglio di visitare il sito della lav: che rappresenta la lega anti vivisezione animali…e si muove a far valere i:
- I diritti degli animali:
La LAV è la principale associazione animalista in Italia, riconosciuta Ente Morale ed Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale.
Ci battiamo contro ogni forma di sfruttamento degli animali, con un grande obiettivo di libertà: i diritti degli animali.
Conduciamo campagne di sensibilizzazione con la forza di 85 sedi locali, l’impegno di centinaia di volontari e il sostegno di migliaia di soci, interveniamo direttamente per la tutela degli animali e promuoviamo azioni legali in casi di maltrattamento. La LAV è membro italiano di “EAR – Europe for Animal Rights”, della Coalizione Europea contro la Vivisezione (ECEAE), della Coalizione Europea per gli animali dall’allevamento (ECFA).
Le nostre finalità:
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promuovere il riconoscimento e il rispetto dei diritti degli animali;
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abolire la vivisezione, pratica antiscientifica ed immorale, e salvaguardare la salute umana
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combattere ogni forma di sfruttamento e violenza sugli animali;
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promuovere azioni legali e Leggi in favore degli animali;
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condurre campagne di sensibilizzazione e di informazione verso i cittadini, finalizzate alla promozione di nuovi consumi che non comportino sofferenza per gli animali;
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sviluppare progetti didattico educativi rivolti alle giovani generazioni con interventi diretti nelle scuole.
Da più di 20 anni assolviamo un’importante missione: dare risposte a grandi domande di libertà per tutti gli esseri viventi.
c’è anche la possibilità di iscriversi al sito per iniziative petizioni e cose di altro tipo x chi fosse interessato a contribuire in qualche modo, nel suo piccolo…
e con la speranza che l’uomo in generale si calmi e stabilisca il giusto legame affettivo tra sè e il suo amico sulla terra….ci sentiamo presto…da Moon…

- “Curiosando e visitando alcuni siti di fate… ho trovato cose interessanti riguardanti esse”…
immagini molto belle, e storie fantastiche, che a leggerle..fanno sognare e navigare con la fantasìa, anche coloro che non credono a nulla di fantastico o magico….
Io..sono appassionata di storie e leggende, sia popolari, sia di altro genere…soprattutto, mi hanno sempre affascinata le storie magiche e fantastiche di piccoli gnomi, fatine dei boshi, ecc…perchè, ognuno di noi, pur mantenendo sempre i piedi in terra, ha il diritto di “sognare!!..
e !fantasticare mondi pieni di amore e armonìa…lasciando libera e viva, la propria fantasìa….
quanto segue..è ciò, che ho trovato su uno dei tanti siti delle fate, e vorrei che anche voi leggeste quanto scritto, per viaggiar un pò, nel mondo della fantasìa..
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- Nella storia della magia esistono davvero dei personaggi fantastici che da sempre hanno stimolato la fantasia di grandi e piccini, che sono rimasti nei nostri cuori e che appaiono nei nostri sogni, e proprio a questo proposito come non parlare del mondo fatato? Ed infatti ecco qui la storia delle fate e delle loro abitudini.
Il termine FATA deriva dall’antico “faunoe o fatuoe “, che significa creatura selvatica , abitante nel mondo naturale, ma anche dal latino ” fatum “, cioè destino.
Sono esseri soprannaturali dotati di un potere magico, possono cambiare aspetto e farlo cambiare agli altri esseri. Sono una delle più popolari figure dell’immaginario fiabbesco che ce le rende donne bellissime, talvolta perfide, piccole o di statura normale, con colori molto particolari: verde, viola, blu.
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Le fate abitano in luoghi selvaggi e solitari, in magiche fortezze, tra colline e tumuli. Si radunano nelle foreste e nei boschi e presso le sponde dei laghi. Vivono nelle piante o sotto terra. Vivono in tutti i luoghi naturali, come rocce, fonti, boschi, e soprattutto in cespugli di biancospino, e non si può dissacrare per nessun motivo il luogo scelto dalle fate per vivere.
I regni delle fate difficilmente appaiono e sono davvero in pochi quelli che hanno il privilegio il privilegio degli esseri che li animano. Quando la luna è piena in certe notti particolari è più facile vedere i luoghi abitati dalle fate. I loro regni sono stati da sempre ricercati dagli uomini di tutti i popoli. Si credeva che la misteriosa Terra delle fate si collocasse in una zona geografica reale con il potere di spostarsi a seconda dei desideri dei suoi abitanti.
Le fate dell’aria sono le più complete di tutte le altre in quanto in esse si trovano i quattro elementi principali, ossia: le ali, simbolo dell’aria, le gambe simbolo della Terra, lo scintillio del fuoco e la fluidità dell’acqua.
Sono rappresentate come delle creature alate che possono apparire come splendide farfalle, tutte quelle appartenenti a questo genere hanno le ali e hanno i compiti più svariati, infatti possono produrre la più leggera delle brezze al più violento degli uragani.
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Le più importanti sono:
LE SILPHS : sono chiamate anche spose del vento, Sono molto simili alle ninfe e sono descritte come delle entità fatate capaci di trasformarsi in bellissime donne o in bruttissime arpie. Vivono sulla cima delle montagne e parlano la lingua degli uccelli.
LE COMELES: sono le fate responsabili dei fenomeni atmosferici della nebbia e della foschia. in autunno escono dalle loro tane per celebrare ” La notte del destino “, dove si dice giocano con il destino e la ragione degli uomini.
Secondo alcune leggende le fate discendono direttamente dagli angeli, secondo altre sono figli degli umani che non sono stati benedetti e quindi condannati a vivere nell’ombra.
Hanno quasi sempre un carattere particolarmente benevolo, gentile e generoso. Spesso corrono in aiuto di coloro che sono ingiustamente accusati, di chi è perseguitato dalla sfortuna, di chi ha subito un torto, di chi non riesce a portare a termine un compito o di chi ha un dispiacere nel cuore.
Secondo una tradizione, una o più Fate è sempre presente quando nasce un bambino, e gli conferisce doni particolari, doti e talenti, ed è in gradi di influenzarne la vita, proteggendolo come se fosse suo figlio.
Le fate sono attratte da ogni forma di creatività: il canto, la filatura, la pittura, la scrittura, la coltivazione dei fiori, e soprattutto dale emozioni profonde.
Il mondo delle fate è un mondo incantato, è il mondo sconosciuto delle favole, pieno di spirito, di malizia, di gioia e anche di cattiveria. Nella Terra delle fate ogni cosa è possibile, non sono molto lontane da noi, sono presenti in ogni paese e in ogni nazionalità .
Le loro abitazioni non sono tutte uguali, alcune galleggiano nell’acqua altre sono nascoste sotto la superficie altre compaiono una volta ogni sette anni. Per scoprire veramente le loro abitazioni dobbiamo andare nei boschi, nelle pareti delle caverne da dove scendono gocce dorate. Il loro regno può comparire e scomparire all’improvviso.
Le fate hanno dorate poche cose agli uomini , i doni migliori li riservano per i bambini nei loro sogni.
Rappresentano il potere della magia, sconosciuto e lontano dagli uomini, infatti loro non accettano gli umani come parte del loro mondo.
Alle fate piace molto organizzare delle feste, sono amanti della musica e dei balli. Le feste più belle le organizzano nei boschi al chiaro di luna quando giocano fra di loro con una palla dorata.
Loro sono capaci di ogni prodigio ed una delle loro più grandi virtù è quella di predire il futuro degli uomini anche se non lo rivelano.
Naturalmente sta a noi credere se le fate, personaggio fatato dei bambini esistano davvero, magari un giorno chissà qualcuno di noi sarà in grado di vedere la scia di una piccola fata luminosa.
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- Numerosissime sono le località dedicate alle Fate – ricche dunque di leggende associate al luogo stesso – come valli, monti, grotte, buche, massi, boschi, pozzi, torrenti, cascate, laghi e altri luoghi legati alle acque.
Secondo una leggenda raccontata dai montanari di Catenaia di Casentino, in un punto alto della montagna detto il Cardetto, si trova una grotta nella quale si ritiene abitino le Fate. Una di esse si innamorò un giorno di un giovane contadino che lavorava la terra in una campo vicino, il quale non rimase insensibile al fascino della bella creatura, ricambiandone appassionatamente i sentimenti; ma per un crudele incantesimo la Fata diveniva una splendida fanciulla per soli tre giorni e per altri tre un grosso serpente. Così quando il ragazzo scavava il solco con l’aiuto dei buoi, lei vi strisciava all’interno, per restargli vicino. Accadde dopo un po’ di tempo che il giovane dovette allontanarsi per qualche giorno, per cui incaricò fratello di continuare i lavori, raccomandandogli di non temere, soprattutto, non molestare l’innocuo serpente che ormai per abitudine seguiva la terra scavata dietro l’aratro. Inizialmente il fratello lasciò che il serpente lo seguisse tranquillamente, ma l’ultimo giorno il rettile si accorse che non aveva davanti a se l’innamorato bensì un’altra persona, e sdegnato alzò la testa e spalancò le fauci minacciosamente nei confronti dell’agricoltore, il quale, spaventato, reagì colpendo violentemente l’animale, che fuggì e scomparve… Quando il fratello ritornò e fu informato dell’accaduto, cercò invano disperatamente per molto tempo di far tornare l’amata fata, chiamandola e implorandola senza pace, ma lei non apparve mai più. Allora lui, con il cuore spezzato, decise di rimanerle fedele per tutta la vita, e volle infine che la morte lo cogliesse nel sonno, davanti alla grotta dove l’aveva conosciuta, per ritrovarla e amarla ancora e per sempre nel cielo delle Fate…
Si narra inoltre che anche il lago di Subiolo, in Valstagna, sia un luogo abitato da Fate e da altri spiriti che nottetempo si manifestano con lamenti, grida e sibili inquietanti; pare tra l’altro che lo stesso nome del lago derivi da questi strani rumori, simili al suono dello zufolo, detto in dialetto locale subio. Il seguente è uno dei racconti più interessanti raccolti nella zona: un giovane falegname ritornava una sera sul tardi alla sua casa vicina al ponte Subiolo, dopo aver fatto visita alla fidanzata, quando si sentì ripetutamente chiamare per nome… Con sgomento si accorse allora alla luce dei raggi lunari che un gruppo di Fate danzava sulle acque del lago! “Vieni con noi – gli dicevano – tu non hai mai provato la felicità che ti offriamo, vieni a danzare con noi finché splende la luna…”" No, no – rispose il giovane terrorizzato – laggiù c’è l’acqua e se scendo annegherò.”" Hai paura? – Gli chiesero le Fate ridendo – allora guarda, l’acqua è sparita vieni!” Infatti anche i sassolini del fondo erano asciutti e i massi rivestiti di muschio porgevano il soffice divano alle Fate. “No, no! “- ripetè il giovane, ma come soggiogato non poteva staccarsi dal parapetto del ponte – “Non vuoi? – le Fate ripresero – ebbene perché tu abbia a ricordarti di noi, t’offriamo una grazia: chiedi! “Ed egli tremante domandò: “Che io possa con le mie mani eseguire qualunque lavoro d’intaglio.” “Concessa – si sentì rispondere – ma non sarai mai ricco!” Alla mente del falegname balenò forse l’idea di opere grandiose, l’artista ebbe forse la sua prima visione. Intanto l’acqua tornava ad uscire impetuosa e spumeggiante da laghetto, stormivano per il vento le fronde dei faggi e la montagna proiettava l’ombra sua immobile, poiché la luna era calata dietro la cima. Le Fate erano sparite. Da quel giorno il giovane falegname realizzò opere in legno meravigliose e di rara bellezza per tutte le chiese del paese e di altri villaggi vicini, ma morì povero come era vissuto e come gli avevano predetto le Fate…
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Anche in Val d’Aosta è presente una Dama Bianca, una bella ed amabile Fata benefica che appare con lunghe vesti bianche nei prati, sulle alture, ai margini dei boschi. In particolare, protegge gli abitanti di Issime e se proprio non le è possibile evitare sventure o disgrazie, cerca di avvisare pastori e paesani con lamenti e grida acuti e prolungati. Altre dame bianche sono segnalate sul Monte Bianco, sul Monte Rosa e in varie altre località delle Alpi. E a proposito di Alpi, non possiamo dimenticare che secondo una poetica leggenda biellese le magnifiche stelle alpine, che ostentano la loro fragile grazia sull’orlo di insidiosi crepacci, ebbero origine dalle lacrime di una Fata innamoratasi di un mortale.
Per rimanere in zona, riportiamo un brano sulle leggende di Piedicavallo, del poeta e scrittore Nino Belli:”Se voi interrogate con insistenza qualche vecchietto, o meglio ancora qualche vecchiarella, vi racconteranno del gran ballo delle Fate, delle loro corse vertiginose sui fianchi delle montagne, dei loro idilli coi pastori. Vi diranno della loro sovrumana bellezza, com’è ornata la loro fronte alabastrina di edelweiss, avvolte in candidi veli di trina che accentuano le loro forme delicate, bianche come la neve, e come corrano nelle placide notti stellate di balza in balza sopra un carro rilucente tirato da aquile superbe. Vi racconteranno della magnificenza delle loro dimore…”
Nella medesima località del biellese si narra che in una di queste sontuose dimore rilucenti d’oro, cristalli e gemme, situata sulla più alta cima di un monte, per essere più d’appresso all’azzurro sorriso del cielo, abita la regina delle Fate con la sua magica e leggiadra corte.Infine in Val di Susa, stando a quanto riporta M. Savi Lopez nel suo magnifico volume Leggende delle Alpi, esisterebbero – fenomeno unico in Italia – gli equivalenti maschili delle Fate, chiamati Arfai: sono spiriti benefici che abitano le acque della Dora e aiutano le fanciulle a fare il bucato, gentili, timidi, ma allo stesso tempo benefici.
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Tornando ai luoghi i cui nomi appaiono frequentemente legati alle Fate, troviamo un’altura nei pressi di Roccacasale, negli Abruzzi, chiamata appunto Colle delle Fate, poiché la gente assicura siano state viste uscire le Fate da due pozzi presenti all’interno delle mura dell’antica fortezza di cui sono ancora visibili i resti nella zona.
In Val d’Aosta, nella Piana di Varrayes, dopo aver piovuto in pieno giorno, si manifesta nei pressi della bòrna de la Fàye (la buca della Fata), una bellissima signora…
A Muzzano, esiste inoltre un luogo chiamato Roccia delle Fate, in cui si ritiene esista un tesoro sorvegliato da un magico serpente: quest’oro incantato viene definito dialettalmente L’oro dell’Elf, probabilmente per il torrente Elvo che vi scorre vicino, il cui nome tradirebbe un evidente riferimento agli Elfi (da notare che in inglese Elfo si traduce in Elf, che al plurale diventa Elves).
In provincia di Teramo, nella gola tra le montagne di Campli e di Civitella, esiste un enorme macigno che sbarra l’ingresso di una grotta contenente un favoloso tesoro composto da tre mucchi di monete di rame, d’oro e d’argento. Si dice che in fondo alla grotta sieda una Fata, intenta a tessere in continuazione, mentre un monaco in piedi veglia silenziosamente il tesoro…
A Palermo si ricorda un cortile, chiamato “cortiggiu di li sette fati”, nel quale avvenivano cose meravigliose: ogni notte infatti vi apparivano sette stupende Fate che rapivano temporaneamente una persona, alla quale facevano vedere e provare luoghi ed emozioni straordinari, come gli oceani più profondi, o i cieli più lontani, per poi coinvolgerla in danze, canti e feste da mille e una notte. All’alba riportavano il fortunato mortale nel luogo in cui era stato prelevato, dopodiché scomparivano nel nulla.
I vecchi dell’isola di Pantelleria raccontano dell’esistenza di esseri dotati di poteri magici, che loro chiamano ” ‘nfate”, che si divertono, al pari dei Folletti ad intrecciare i capelli delle ragazze e le code dei cavalli; chiunque tentasse, privo di adeguati scongiuri, di sciogliere gli intrecci fatati, cadrebbe vittima di un incantesimo fatale.
In Sardegna sorgeva invece sul monte Oc, l’incantato palazzo delle Fate, abitato da dame alate, eteree e bellissime, vestite di veli bianchi, verdi e azzurri, che periodicamente si recavano in volo nei paesi per scegliere una persona e portarla nella loro dimora magica; a questa veniva poi mostrata la stanza dei tesori, piena di monete d’oro, perle, gioielli e pietre preziose, dalla quale poteva portare via tutto ciò che voleva. Naturalmente la maggior parte dei prescelti cercava di riempirsi ogni tasca e di arraffare il più possibile di quell’immenso tesoro, ma immancabilmente il giorno dopo, a casa, trovava tutto quanto irrimediabilmente trasformato in carbone; invece chi riusciva a resistere alla tentazione dell’oro e a chiedere la sapienza, o di restare nel palazzo assieme alle Fate, veniva donata la vera ricchezza e una lunga vita saggia e felice.
In Toscana, a Soraggio, le Fate risultano specializzate, come molte loro colleghe italiane ed europee, nel fare il bucato sulle rive del fiume, dove poi stendono accuratamente i panni ad asciugare al sole, ma solo durante l’estate; in inverno infatti si ritirano nelle tane degli orsi o nelle grotte dette Buche delle Fate (il territorio ne comprende almeno tre), a tessere e filare. Quanto a distrazioni amano riunirsi nelle magiche notti di luna piena assieme ad altre colleghe a Pratofiorito, uno dei prati più belli del mondo, a 1.300 m. sopra Bagni di Lucca, per scatenarsi in feste e danze gioiose.
Per concludere, aggiungiamo che le Fate non risultano sempre e soltanto legate a zone particolarmente suggestive e misteriose della natura, o ad antichi castelli e rovine, ma anche a semplici abitazioni. Una consolidata tradizione, nota soprattutto nelle regioni del sud, ci conferma infatti che ogni casa possiede una propria Fata, la quale ama manifestarsi in vario modo, proteggendo o aiutando la famiglia perfino con interventi ultraterreni.Questa italica Fata della dimora appare periodicamente in occasione di avvenimenti di rilievo o per salutare coloro che credono o confidano nei suoi benefici poteri, ma si allontana o scompare per sempre quando all’interno della casa si verificano fatti di sangue o di grave violenza.
(Le notizie sono state tratte dal libro “Iniziazione alla magia delle Fate”,e internet).
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- E voi: credete alle fate?…permettete ai vostri sogni di spaziare liberi nel mondo della Fantasìa e della Magìa? o li frenate sempre e tenete nascosti…x paura di non sembrare abbastanza grandi?
Spesso fantasticare un pò, quando si è giù di corda, o semplicemente tristi, aiuta a sentirsi meglio..
ognuno di noi, è magico dentro sè…la magìa di cui siamo in possesso è la libertà di sognare, fantasticare cose irreali…felici..e quando ci sentiamo soli, o abbattuti per qualsiasi cosa, ci possiamo aggrappare ai nostri sogni, i quali, nessuno potrà mai portarci via, o cancellare, poichè conservati in una sicura scatolina, uno scrigno magico…che la nostra testolina tiene ben al sicuro….
- i Sogni accendono le speranze, sbiadite o rese cupe dal tempo, o dalla treiste(a volte )realtà, e così…se ci fermiamo un pò a fantasticare, ci rendiamo conto che possediamo il dono più bello e raro…tra gli esseri viventi…purtroppo non tutti sanno Sognare…alcuni si dimenticano di possedere tale magìa, e si abbattono cadendo nella più totale apatìa…
per fantasticare non ci vuole mica la laurea…..basta aprire la mente e lasciare uscire liberi i nostri desideri, i nostri più felici sogni…e..da soli, essi troveranno la strada della felicità…
- l’importante è che dipende le circostanze…ognuno di noi sappia controllare la propria fantasìa, comportandosi da uomini con i piedi x terra, quando la circostanza lo richiede,e…da fatine magiche o gnometti magici quando le circostanze sono tra le più indicate per far ciò….
- Non smattete mai di sognare, e la speranza rimarrà sempre viva intorno ai nostri desideri…(by Moon)!.

e già… anche quest’anno le feste sono volate, e da domenica 7 gennaio possiamo comionciare a conservare l’alberello di Natale, e tutti gli addobbi…festivi, poichè con l’Epifania ogni festa va via…
- questo Capodanno l’ho trascorso felicemente in semplicità, con le persone che amo di più, la mia famiglia e il mio ragazzo…
- abbiamo giocato a carte fino al mattino, e poi mangiato (principalmente la sottoscritta..), pandoro a volontà…
un inizio del nuovo anno: 2007, semplice con le persone che ti stanno più a cuore..naturalmente anche con qualche amico caro..
- ma quanti di noi conoscono veramente la storia della befana???
ecco x coloro i quali vogliono saperne di più, qualche notizia… e rinnovo a tutti i miei più sinceri Auguroni di un buon anno e felice 2007, che sia ricco di Amore, Comprensione reciproca,e..tanta tanta sensibilità verso i meno felici… ci sentiamo presto, emmm direi dopo che mi tolgo qualche materia universitaria che sto preparando con determinazione…a presto, da Moon…
–Con la fine dell’anno solare, il ciclo dei festeggiamenti non si conclude fino al 6 gennaio, il giorno dell’Epifania, che nella saggezza popolare “tutte le feste porta via”.
Il termine “Epifania”, di origine greca, che significa “manifestazione” sott’inteso della divinità, è stato utilizzato dalla tradizione cristiana per designare la prima manifestazione della divinità di Gesù Cristo, avvenuta in presenza dei re Magi.
Nella tradizione popolare però il termine Epifania, storpiato in Befana, ha assunto un significato diverso, andando a designare la figura di una vecchina particolare.
Come abbiamo avuto modo di vedere per le altre tradizioni italiane che si svolgono in tutto l’arco dell’anno, molte nostre festività hanno un’origine rurale, affondando le loro radici nel nostro passato agricolo. Così è anche per la Befana.
Anticamente, infatti, la dodicesima notte dopo il Natale, ossia dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. La notte del 6 gennaio, infatti, Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle ceneri come giovinetta Natura, una luna nuova.
Prima di perire però, la vecchina passava a distribuire doni e dolci a tutti, in modo da piantare i semi che sarebbero nati durante l’anno successivo.
In molte regioni italiane infatti, in questo periodo, si eseguono diversi riti purificatori simili a quelli del Carnevale, in cui si scaccia il maligno dai campi grazie a pentoloni che fanno gran chiasso o si accendono imponenti fuochi, o addirittura in alcune regioni si costruiscono dei fantocci di paglia a forma di vecchia, che vengono bruciati durante la notte tra il 5 ed il 6 gennaio.
- ma c’è un’altra storia :
Leggenda
Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia.
Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.
Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.
Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.
[modifica] Origine
La festa della Befana deriverebbe da antichi elementi folclorici pre-cristiani, recepiti ed adattati dalla tradizione cristiana.
L’origine di questa figura è probabilmente da connettere a tradizioni agrarie pagane relative all’inizio dell’anno. In tal senso l’aspetto da vecchia sarebbe da mettere in relazione con l’anno trascorso, ormai pronto per essere bruciato per “rinascere” come anno nuovo. In molti paesi europei infatti esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all’inizio dell’anno (vedi ad esempio la Giubiana).
In quest’ottica l’uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l’anno nuovo.
Un’ipotesi suggestiva è quella che collega la Befana con una festa romana, che si svolgeva all’inizio dell’anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il termine “strenna”) e durante la quale si scambiavano regali.
” Filastrocca”:
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!”
“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!”
“La Befana vien di notte
co le scarpe tutte rotte
le calzette a la romana
tira giu’ la cappellana.
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
un ciuffone tutto blu
fichi e noci butta giu’.
La Befana zitta zitta
quando vien la neve fitta
passa riempie la calzina
oh, che bella Befanina!”
“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il suo sacco è pien di toppe
e le ossa ha tutte rotte.
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il vestito trulla là, la Befana:
“Eccomi quà!!!”
“La Befana vien di notte,
con le scarpe tutte rotte,
le sue guance son pagnotte,
i suoi occhi fanno a botte.
Ti va bene se ci credi,
perché troverai bei doni.
Ti va male se la vedi
mentre passa a mezzanotte,
perché troverai carboni
con cipolle cotte!”
“Vien dai monti a notte fonda.
Com’è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene, viene la Befana!”
-L’Epifania e la Befana nel mondo:
Befana ed Epifania in Spagna
Il 6 gennaio tutti i bambini spagnoli si svegliano presto e corrono a vedere i regali che i Re Magi hanno lasciato. Il giorno precedente mettono davanti alla porta un bicchier d’ acqua per i cammelli assetati e anche qualcosa da mangiare e una scarpa.
In molte città si tiene il corteo dei Re Magi, in cui i Re sfilano per le vie cittadine su dei carri riccamenti decorati.
Befana ed Epifania in Francia
Nel giorno dell’ epifania si usa fare un dolce speciale, all’ interno del quale si nasconde una fava. Chi la trova diventa per quel giorno il re o la regina della festa.
Befana ed Epifania in Russia
La chiesa ortodossa celebra il Natale il 6 gennaio. Secondo la leggenda i regali vengono portati da Padre Gelo accompagnato da Babuschka ,una simpatica vecchietta.
Befana ed Epifania in Germania
Questo è il giorno della venuta dei Re Magi. Spesso i preti e i chirichetti vanno nelle case per chiedere delle donazioni e recitano solitamente anche qualche Verso o intonano una canzone sacra. Le persone di religione cattolica si recano in chiesa, a messa, ma in Germania il 6 Gennaio non è un giorno festivo, si lavora come solito e i bambini vanno a scuola.
Befana ed Epifania in Islanda
Il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo, perchè da Natale fino a questa data trascorrono 13 giorni. Questo è l’ultimo giorno del periodo festivo nel quale si dice addio al Natale. Si inizia con una fiaccolata, alla quale partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada arriva anche l’ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo ( il primo Babbo Natale arriva l’ 11 dicembre e poi ne arriva uno ogni giorno fino a Natale, poi dal 25 dicembre in poi ne va via uno al giorno). La fiaccolata finisce con un falò e con dei fuochi d’ artificio.
Befana ed Epifania in Ungheria
Il giorno dell’ epifania i bambini si vestono da Re Magi e poi vanno di casa in casa portandosi dietro un presepe e in cambio ricevono qualche soldo.
Befana ed Epifania in Romania
La festa dell’ epifania rappresenta la venuta dei Re Magi ed è un giorno festivo. Ancora oggi in alcuni paesi i bambini vanno lungo le strade e bussano alle porte per chiedere se possono entrare per raccontare delle storie. Di solito come compenso ricevono qualche spicciolo. Anche i preti vanno di casa in casa per benedire le case.
–(che forte sto sito..della befana:http://www.labefana.com/)
(fonte internet).

ORIGINI E TRADIZIONI
Dolce Palermitano
di origine araba, ha un nome che deriva da “Quas’at”, cioè “ciotola rotonda”. Intorno all’anno mille, al culmine della dominazione musulmana, nel palazzo dell’Emiro, alla Kalsa di Palermo, i cuochi di corte si sbizzarrivano ad unire sapori e colori. E’ infatti il miscuglio d’ingredienti e l’accostamento di gusti opposti richiamano le caratteristiche della cucina saracena. Da dolce definito “indispensabile nelle feste pasquali”, in un documento approvato durante il Sinodo di Mazara del 1575, la cassata si mangia ormai tutto l’anno. Suore dei monasteri e cuochi dei nobili casati erano i depositari dei suoi segreti.
COMPOSIZIONE
1. Pan di Spagna leggero
2. Ripieno alla ricotta
1. PAN DI SPAGNA LEGGERO
Ingredienti
Tuorli
300 g
Zucchero
200 g
Albumi
300 g
Farina 0
350 g
Procedimento
Lavorare i tuorli con metà dello zucchero: a parte montare gli albumi con lo zucchero rimanente. Unire le due masse e aggiungere delicatamente la farina.
2. RIPIENO ALLA RICOTTA
Ingredienti
Ricotta di pecora
500 g
Zucchero
300 g
Gocce di cioccolato
q.b.
Cubetti di cedro
q.b.
Procedimento
Passare la ricotta al setaccio, aggiungere lo zucchero, le gocce di cioccolato e i cubetti di cedro. Ricoprire con zucchero fondente e decorare con frutta candita.
PREPARAZIONE
La sua preparazione casalinga è – teoricamente – semplice: la bravura consiste nell’armonizzare il tutto, il che è da specialisti. Foderare una tortiera con sottili fette di pan di Spagna. Una volta farcita e livellata in superficie con il ripieno alla ricotta, si copre con un disco di pan di Spagna, e si fa freddare per un paio d’ore. Ovviamente la fantasia, e la ricerca sempre crescente per fare più belle le cassate, hanno portato ad alcune tecniche complementari, quali quella di farcire non solo con semplice ricotta (bianca), ma sovrapponendo a strati altri dischi di pan di Spagna, e su questi altre farce, sempre di ricotta, ma variamente colorate (all’uovo, o con essenze o con liquori coloranti).
(fonte da internet).
- gnam gnam buonaaaaaaaaaa la cassata siciliana, però sinceramente preferisco quella al forno… mi sdegna di meno!!!
Poi per le feste specialmente…. quanti dolciiiiii oggi ho trascorso il Natale a casa, in famiglia con i miei, il mio ragazzo e poi sono arrivate mia nonna e mia zia, che come sempre, come dolce portano la Cassata Siciliana….
inutile spegarvi quanto abbiamo magnato e quanti cioccolatini buonissimi ci siamo pappati..dopo pranzo….emmm bè, dai…sono sincera, anche dopo cena….erano davvero invitanti, dicevano, mangiami mangiamiii… per fortuna che non si mangiano ogni giorno ste dolcezze altrimenti poveri noi….cadrebbero tutti i denti o aumenteremmo chissà di quanti kili….
si sa, del resto,nelle feste di Natale Capodanno ecc,vuoi o non vuoi vieni coinvolta a magnààà leccornìe di tutti i tipi…
mia madre, è una vera cuoca, bravissima, ha preparato come sempre un delizioso e curato pranzo di Natale e Cena finale…da far leccare i baffetti… e poi per finire il pandoro o panettone …
ma la cosa più importante è in questo giorno, e nella vigilia del 24, non dimenticare il vero significato del Natale: che è amore, preghiera, e generosità…verso coloro i quali anche con uno sguardo, cercano in noi un aiuto o consiglio morale…poichè in noi vedono un possibile amico…un gesto d’amore!!!!
tanti Auguroni ancora a tutti…e ci si sente presto……….
- oggi anche la mia Kessy micia,si è leccata i baffetti con soddisfazione, si è pappata la pasta al forno che mia mamma prepara in un modo davvero unico!!!!chissà se anche io un giorno saprò cucinare così bene…..bohhh speriamoooo….
ciaooo a tuttiiiiiiiii……………………………………

e a voi piace di più il Pandoro o il panettone? classico o farcito?…
a me piace moltissimo il Pandoro…..semplice…al limoncello al cioccolato…. buonissimooooooo me ne mangerei uno intero.
ma quello che è Panettone, lo so x tanti sarà sublime ma io i canditi proprio non li digerisco…. e anche se hanno messo in commercio il panettone senza canditi….blahhhh c’è quell’uvetta che non mi piaceeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
quindi viva il Pandoro e a voi????? cosa piace di piùùùùùùù???

e già, non posso pensare che ancora nel 2006, quasi 2007, la nostra situazione a livello lavorativo in Sicilia, e specialmente a Palermo, città dei Call center e lavoretti super precari è sempre più penosa.
Una persona, studia tanto nella vita, si crea tanti sogni e tante speranze legati ad essi, e poi, malgrado gli inutili sacrifici e sforzi disuumani che facciamo per lavorare e tenerci occupati, non saremo mai parte di quei (fortunati),(tra virgolette…) che riescono ad ottenere il posto in regola con un degno e serio contratto collettivo nazionale di lavoro…ossia la tanto aspirata e sognata messa in regola da parte del datore di lavoro, o dell’azienda che ti fa lavorare e ti illude con parole di dai…ragazzi la nostra azienda è una tra le migliori a fornire assistenza inbound,o di telemarketing,o di ricerche di mercato ecc…e poi alla fine sono e rimarranno solo “parole al vento”…..pronte ad esser recitate da altri burattini del “business”…
- ho lavorato x 6 anni in prestiggiosi call center, per rinomate aziende di telecomunicazioni…mantenendo sempre alta e premiata la mia professionalità….per averne alla fine….sempre contratti da schifo e disumani con retribuzioni che nn si danno nemmeno alle imprese di pulizia,che guadagnano certamente di più, o agli extracomunitari che lavando vetri probabilmente si portano nelle tasche più dignità….e questo dovuto a che???? ma alle gniali novità create dopo i co.co.co…(con i quali, contratti almeno ci pagavano un fisso dignitoso e sicuro al mese),(e che furbamente hanno pensato bene di abolire, ovvero sostituendolo al L.A.P = lavoro merdoso a progetto, che si…fa lavorare quasi tutti…ma con quali garanzie x il nostro futuro??? soprattutto pensionistico???? zero!!!contributi minimi, che se poi chiedi all’inps…si mettono a ridere!!comunque!!!ci andò a finire bene….poveri noi….
se non provvedono a togliere o trasformare sti contratti precari in contratti a tempo determinato in regola (dove si..si lavora a periodi ma in quei periodi ti maturi i cosiddetti contributi x la vecchiaia no???), o in contratti a tempo indeterminato sempre in regola, che servirebbero a conferire più dignità all’uomo, e in questo caso a noi giovani soprattutto, e permetterebbero a tanta gente che vuole costruirsi un modesto futuro di realizzare i propri sogni…
- morale della favola, dopo che sperando sperando dopo 6 anni continui di assistenza ai clienti e ricerche di mercato ecc..non è cambiato un tubo…ho preso la tanto elaborata decisione,ben fiera di riprendere a pieno ritmo i miei studi che avevo un po trascurato..volendo fare esperienze lavorative,si certamente ho di molto arricchito il mio curriculum e acquisito nuove nozioni e tecniche nel settore lavorativo ma..alla fine non ho consolidato nulla,dei miei tanti sogni che avevo fatto dipendere da esso(il lavoro)..
— anche perchè ho una buona media,alta come voti e sinceramente ci tengo a finire presto il mio percorso di laurea tanto amato e scelto con passione..per poi svolgere un lavoro che almeno ho veramente sperato,e che se anche non ce ne fossero tante opportunità, ci sono sempre i concorsi o cmq più scelte!!!
- il punto cmq non è lavorare o studiare, il punto è….quando cavolo ci penseranno a togliere sti schifo di lap e creare contratti più seriiiii???e sicuri????? siamo stanchi di esser presi in giro, (noi ragazzi specialmente), e sperare sperare e vedere che nulla cambia…..
- ma è logico che al nord le mentalità lavorative sono più dignitose e anche se lavori x un giorno come promoter ti metton in regola, e qui da noi ci devono solo sfruttare????? che paranoiaaaaaaaaaaa..ma sono ottimista, qualcosa prima o poi cambierà (spero prima che mi spunteranno i capelli bianchi), e ci riprenderemo la rivincita per la nostra stessa autostima.
- il mio unico impegno e obiettivo principale per ora comunque, rimane solo uno: “la mia Laurea”, alla quale tengo moltissimo e conseguirò presto!!! il resto verrà dopo.
un ciao a tutti….e speriamo che pensino e mettano in vigore contratti più intelligenti…..se nn vogliono che ci spopoliamo ed emigriamo tutti verso il nord…ahhhhh meglio prenderla a ridera vàà!!

Certo che la mia micia, Kessy a volte mi fa proprio ridere…..
kessy, è una micia adorabile, cacciatrice, ribelle e un pò selvaggia con chi non conosce…
trascorre, anzi potrei dire trascorreva, (prima di venir l’aria frizzantina dell’inverno), le sue ore della giornata, a cacciare libera tra un giardino e l’altro, così, tanto per passarsi il tempo e giocar un pò con le lucertoline di passaggio, che sventuratamente avevano il piecere di incontrare la felina..
Da quando è arrivato il freddo, invece, non si vuole più scomodare dalla sua calda cesta di vimini, e il suo caldo paile, anzi arrivata la sera, prima di coricarci, pretende e dico pretende..con coccole e moine “miaoesche” di essere coperta come una bimba.
Quando la copriamo, lei si fa tutta piccina piccina, si arrotola dentro il pile e si copre da sola anche la testolina…(pazzesco).
Più di una volta ci è capitato a me e alla mia famiglia, di attardarci nel coprirla, alla sera, e lei che fa?????? so che sembra difficile a credersi..lei si copre da sola!!!!!!!!!con le zampine, si chiude dentro il pile, e se ci avviciniamo per far capire che non vuole essere disturbata dal suo amato tepore….fa ksss!!!!ksssssss!!!!!con la bocca!..
e poi quando piove??? a volte anzi quando c’è la giornata freddina, preferisce mangiare pranzetto e cena dentro la sua cesta!!!che signora micia viziatella la mia!!! ma la cosa è anche senzibilizzata dal fatto che ha anche la sua età..bè non è vecchietta vecchietta ma i suoi bei 7/8 anni circa li ha…magari in questo periodo è anche un pò influenzata…anche se non presenta sintomi evidenti!!!
cmq, a noi piace coccolare kessy, sa ricambiare in modo naturale il nostro amore x lei….
però poi mi sorge una domanda spontanea…ma gli animali con la pelliccetta, be anche i mici hanno il loro bel pelo folto, non dovrebbero sopportar il fredduccio?bè, sarà che noi l’abbiamo sempre viziata, e lei giustamente ora ne approfitta…ma sììì l’importante che fra due giorni non pretende nella cesta anche il cappuccino e biscotti….

L’albero di Natale ha anch’esso una sorta di origine
religiosa, per quanto non cristiana. Era un albero – un pino infiammabile perche’
resinoso – che una volta all’anno, in una festa apposita, veniva bruciato come
simbolo e ricordo dell’apparizione sulla terra d’una gran luce straordinaria. Forse
quel ricordo si riferisce alla pagana festa del sole, cui la Chiesa ha contrapposto
appunto la data del 25 dicembre; ma non e’ escluso che si riferisca in qualche modo
proprio al Natale di Gesu’ o quanto meno alle profezie messianiche, di cui – chissa’?
- non fosse giunta conoscenza. Noi, cattolici, l’Albero di Natale in parte l’abbiamo un
po’ cristianizzato e un po’ paganizzato. Cristianizzato, perche’ e’ “albero di Natale”
(non lo si brucia, ma lo si riempie di luminarie); sui rami e sotto si mettono i doni,
che dovrebbero essere un ricordo-omaggio al grande dono che Dio ha fatto
all’umanita’ nascendo come semplice uomo nella poverta’. Paganizzato, perche’
molto spesso l’abbiamo sostituito al presepe, inequivocabile interpretazione
cristiana della nostra sacra ricorrenza.
(http://www.col.it/padretad/diz/albero.htm).
- ALBERO DI NATALE
In un villaggio di campagna, la Vigilia di Natale, un ragazzino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo si quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione. Si attardò più del previsto e, venuto il buio, non seppe ritrovare la strada per tornare a casa. Per giunta cominciò a cadere una fitta neve.
Il ragazzo si sentì assalire dall’angoscia e pensò a come, nei mesi precedenti, aveva atteso quel Natale, che forse non avrebbe potuto festeggiare.
Nel bosco, ormai spoglio di foglie, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò dalla neve sotto di esso: era un abete. Il piccolo cominciò a sentirsi stanco quindi si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco. L’albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a far toccare loro il suolo in modo da proteggere dalla neve e dal freddo il bambino.
La mattina il bimbo si svegliò, sentì in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che si erano messi alla sua ricerca e, uscito dal suo riparo, poté riabbracciare i suoi compaesani. Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole dell’alba, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile.
In ricordo di quel fatto, l’abete venne adottato a simbolo del Natale e da allora in tutte le case viene addobbato ed illuminato, quasi per riprodurre lo spettacolo che gli abitanti del piccolo villaggio videro in quel lontano giorno.
Da quello stesso giorno gli abeti nelle foreste hanno mantenuto, inoltre, la caratteristica di avere i rami pendenti verso terra.
- Il Natale è la principale festa dell’anno. Festa che nella tradizione popolare era legata alla chiusura di un ciclo stagionale e alla apertura del nuovo ciclo. La festa appartiene all’anno liturgico cristiano, in cui si ricorda la nascita di Gesù Cristo, che nella Cristianità occidentale cade il 25 dicembre, mentre nella Cristianità orientale viene celebrato il 6 gennaio.
La nascita di Gesù viene fatta risalire dal 10 al 4 a.C. Il Natale non viene introdotto subito come festa Cristiana, ma bisogna aspettare l’arrivo del Quarto secolo nell’Impero Romano, e più tardi anche nelle zone dell’Oriente.
La festa cristiana si intreccia con la tradizione popolare. Prima del Natale Cristiano c’era la festa del Fuoco e del Sole, perchè in questo periodo c’è il solstizio d’inverno, cioè il giorno più corto dell’anno, e da questa data le giornate iniziano ad allungarsi.
Nell’antica Roma si festeggiavano i Saturnali in onore di Saturno, dio dell’agricoltura ed era un periodo di pace, si scambiavano i doni, e si facevano sontuosi banchetti.
Tra i Celti invece si festeggiava il solstizio d’inverno.
Nel 274 d.C. l’imperatore Aureliano decise che il 25 dicembre si festeggiasse il Sole. E’ da queste origini che risale la tradizione del ceppo natalizio, ceppo che nelle case doveva bruciare per 12 giorni consecutivi e doveva essere preferibilmente di quercia, un legno propiziatorio, e da come bruciava si presagiva come era l’anno futuro. Il ceppo natalizio nei nostri giorni si è trasformato nelle luci e nelle candele che addobbano case, alberi, e strade.
E siamo ai giorni nostri, il nostro Natale deriva da tradizioni borghesi del secolo scorso, con simboli e usanze sia di origine pagana che cristiana. Il natale è anticipato dalla vigilia, che dovrebbe essere una giornata di digiuno e di veglia a cui ci si prepara ai festeggiamenti delle feste.
Nelle case viene allestito un presepe (o presepio), specie nei paesi meridionali, o un’albero di tradizione più nordica (vedi simboli del Natale).
I festeggiamenti continuano con l’ultimo dell’anno, dove, passata la breve euforia del degli auguridi Natale, siamo a Capodanno, primo giorno dell’anno.
E’ una festa periodica di rinnovamento, celebrata in tutte le civiltà e caratterizzata da rituali che simbolicamente chiudono un ciclo annuale e inaugurano quello successivo.
E infine arriva l’Epifania, una delle principali feste cristiane la cui celebrazione cade il 6 gennaio. Nata nella regione orientale per commemorare il battesimo di Gesù, fu presto introdotta in occidente dove assunse contenuti religiosi diversi, come il ricordo dell’offerta dei doni dei magi nella grotta di Betlemme, che poi ha determinato il nascere della figura della befana distributrice di doni.
I magi erano un gruppo di personaggi che, guidati da una stella, arrivano dall’oriente per rendere omaggio a Gesù appena nato a Betlemme, donandogli oro, incenso e mirra. Successivamente vengono indicati come “re” e che il loro numero viene fissato a tre, con i nomi Melchiorre, Gaspare e Baldassarre. Questa festa da un supplemento di regali ai bambini, e fa terminare questo ciclo di festeggiamenti: il giorno dopo si iniziano a spegnere le luci, a disfare gli addobbi.
E voi…cosa vorreste trovare quest’anno sotto il vostro albero di Natale????????????

ancora 29 giorni e siamo a Natale….
la festa che ho sempre preferito di più. mi mette magia nel cuore..
anche perchè, la mia sorellina studia fuori Palermo, e per le feste, specialmente x il Natale ci si riunisce tutti…insieme…
e si, mi sa che quest’anno dovrò pensar ai regalini un pò prima, xchè ogni volta, sempre all’ultimo secondo, sembra che abbiamo tanto tempo, e poi… ci riduciamo in molti a correre a destra e sinistra, tra mille confusioni, e indecisioni su cosa e a chi comprar qualche pensierino, e poi si gioca a carte, e si fanno le nottateeeeee da rinco, specialmente la mattina, quando ti svegli, e hai il tempo di pranzare in famiglia, per poi riprepararti nuovamente per la giocatina di sera, da amici, o parenti del tuo boy, o amici di amici, che è sempre più di moda…un’amico ti invita e tu inviti altre due tre persone e poi in quanti sarete alla giocata??? in tre mila…e nemmeno ci saranno sedie a sufficienza x sedervi tutti…ma che risate però ci si fanno tutti insieme.
cmq, almeno si spera, che anche quest’anno sia un anno soprattutto pieno di felicità, e di salute, che è la cosa più importante…e di amore..in “famiglia”, e tantissimi soldiniiiiii che ci vogliono sempre…e sembran sempre non bastar maiiiiii
auguro a tutti di cominciar a fare preparativi festivi in allegria e serenità…ciao a tutti..

anche quest’anno puntuale come sempre la mitica card di vodafone per inviare in allegria ben 100 sms e 100 mms a tutti i nostri amici vodafoneeeeeeeeeeeeee è proprio grande l’omnitel…io mi sono sempre trovata bene sia con le tariffe che con le belle promozioni che fa…puntuale ogni anno ed ogni estate…..conviene…e si comunica tantoooooo anche via sms o mms…il mio cell praticamente non ha un secondo di pace….bibip bibip…messaggi messaggi…..e ti vien voglia di scrivere sms anche a chi non hai cagato x anni…ahhhhhhhhhhhhhh ahhh e siii proprio forte questa,ne hai talmente tanti sms al giorno da inviare che dici: ma a chi li posso inviar ora??? cerchiamo nella rubrica… evvivaaa xò mi sa che esce dal 27 novembre ,si compra la carta servizi e si attiva, e si asp il messaggio di conferma attivazione entro le 24 ore, dalla richiesta attivazione. io già, domani vado a comprarlaaaaaaaaaaaaa se la trovo in giro…e voi???????
- x chi ne volesse sapere di più.. www.190.it
si possono così fare un mondo di auguri e foto carine a chi teniamo di più…

“Zizzania = pianta selvatica,molto simile al grano”.
“Tutti conoscerete cos’è la zizzania, una volta seminata, difficilmente la si riesce ad estirpare…talmente veloce è la sua crescita….
- (allegoricamente parlando della zizzania),aggiungerei che spesso nella vita…nonostante, ti comporti bene, ti rendi utile agli altri, diventi loro consigliera del bene, e spalla su cui poggiarsi, quando sono giù di corda o infelici per qualche motivo… nonostante, sei la persona più speciale probabilmente che ci sia, nel tuo cammino a volte, capita di imbatterti in situazioni particolari, di ipocrisìa e menzogna!! di discussioni infantili o incomprese, che ti fanno riflettere su molte cose…e dici:” è facile,seminare zizzania ed attenderne la crescita”, Però è anche vero, che la zizzania che si semina si può ritorcere contro al seminatore… (asterixweb).
- più frequenti le persone…..(non farne di tutta l’erba un fascio), e più scopri i loro segreti…e te ne guardi!!!
- bè..semplice riflessione serale!!
retorica ma che può ritornarci utile nella vita…
- più felice ti vuoi sentire e più lunghe devi tenerti le unghie, per difenderti nella giungla, dalla bestia dell’invidiaaaaaaaaaaaa!!!!!
- (Zizzania):
Il termine zizzania proviene dal greco zixánion e dal latino tardo (crist.) zizania della nota parabola evangelica), e indica la pianta del loglio (Lolium temulentum).
Dalla narrazione evangelica derivano frasi idiomatiche del tipo di mettere zizzania, che significa mettere discordia, creare volontariamente e con cattiveria situazioni di conflitto.
-” La parabola della zizzania”
La parabola , che si trova nel Vangelo secondo Matteo (Mt 13,24 ? 30), narra di un buon seme, la cui crescita è disturbata dalla zizzania.
Intorno al 400, nel trattato “Contro Parmeniano” sant’Agostino afferma che il significato della parabola, non separare la zizzania dal grano buono, ha valore solo quando non si è in grado di distinguere l’una e dall’altro: secondo sant’Agostino quando si può distinguere fra le due l’uomo deve intervenire e separare ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.
Secondo l’interpretazione del cardinale Camillo Ruini “la parabola evangelica ci insegna a rispettare i tempi della crescita della messe ed a non anticipare il futuro con una ricerca impaziente, tipica dei puristi. Ci può essere il rischio che con la zizzania si estirpi anche il frumento e si comprometta tutto”.
24 Un?altra parabola espose loro così: ?Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo.
25 Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò.
26 Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania.
27 Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?
28 Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla?
29 No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
30 Lasciate che l?una e l?altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio?). by wikipedia.

bene…per oggi ho anche concluso….auguro una buona notte a tutti……i visitatori…del mio blog….e a presto spero!!!notte da moon.

qualche altra foto da internet………………

ps= scusate per il fatto che ho scritto in maiuscolo…me ne sono accorta dopo che ho inoltrato il poemaaaaa e mi veniva difficile a cancellarlo x riscriverlooooooooo x questa volta quindi non me ne vogliate!!! sorry…a tutti……..grazie!!!!!!!
TUTTO è COMINCIATO L’ANNO SCORSO….OVVERO L’IDEA DI ANDARE QUEST’ANNO AL WCG DI MONZA…INSIEME AL MIO RAGAZZO!!E AI SUOI AMICI,APPASSIONATI ANZI DIREI QUASI MALATI PER IL GIOCO DI RUOLO STARCRAFT…X IL QUALE SI RIUNIVANO OGNI SETTIMANA X GIOCARE TUTTI INRETE…
MA Lì X Lì,NON BADAI MOLTO A QUESTA PROPOSTA,SARà PERCHè NON AVEVO BEN CHIARO IL SIGNIFICATO DEL WCG,O CHISSà….LA VEDEVO INSOMMA UN’IDEA LONTANA..CAMPATA UN Pò…IN ARIA NELLA NUVOLETTA”PUODDARSI”…CHE CI ANDREMO”.
MA POI…RAGAZZI,NON ESAGERO,A SETTEMBRE 2006,GIà DI QUEST’ANNO,NE COMINCIAMO NUOVAMENTE A PARLARE,MA QUESTA VOLTA SERIAMENTE…CON PIù CONVINZIONE E …Sì…DECIDIAMO DI ANDARE A MONZA ANCHE NOI…..
- PROBABILMENTE SAREMO STATI ANCHE I PRIMI NELLA MIA CITTà DI PALERMO,AD ACQUISTARE TRAMITE TIKET ONE DEL RIVENDITORE PIù ASSORTITO DI BIGLIETTI…X EVENTI SPECIALI…..I MITICI BIGLIETTI PER FARE IL NOSTRO ATTESO INGRESSO AL WCG,OVVERO AL WORLD-CYBER-GAMES!!!!
FELICI E CONTENTI,DI AVERE GIA IN MANO QUEI BIGLIETTI CHE IN TOTALE ERANO 5,OVVERO UNO X OGNI INGRESSO DEL GIORNO…(UNO X IL 18,UNO X IL 19,UNO PER IL 20…ECC ECC FINO AL GIORNO 22 OTTOBRE),ANZI IN TOTALE ESSENDO IN 2,AD ANDAR AL WCG NE AVEVAMO IN TASCA 10…..COLORATI A CON LA SCRITTA SUPER VISIBILE WCG…
CONTENTI COMINCIAMO A FARE PROGRAMMI SUL NOSTRO VIAGGIO A MONZA…..
DOVEVAMO DECIDERCI CON QUALE MEZZO,ANDARE,DOVE DORMIRE E MANGIARE E BASTAAAAAAA POI SOLO DIVERTIMENTO ASSOLUTO!
RICEVIAMO UNA CHIAMATA DA UN NOSTRO AMICO,CHE CI CHIEDE DI ACQUISTAR I BIGLIETTI ANCHE X LUI POICHè NON SI SAREBBE MAI E POI MAI PERSO QUESTO EVENTO,IL PRIMO AD ESSERE ORGANIZZATO IN EUROPA!…PENSATE!!!
OK..FATTO ANCHE QUESTO..ERAVAMO IN TRE A PARTIRE X IL WCG!..
-IL NOSTRO AMICO PARTE UN GIORNO PRIMA,E DECIDE DI PRENDERSELA COMODA ARRIVANDO UN GIORNO PRIMA Lì,SUL POSTO E GIRANDOSI LA CITTà DI MILANO IN ATTESA DEL NOSTRO ARRIVO….ARRIVO SUL POSTO CHE AVVERRà :IL 18 OTTOBRE STESSO…ALLE ORE 13 E QUALCOSA….GIUSTO IL TEMPO DI ANDAR A LASCIAR LE VALIGIE IN HOTEL…IL MIO PREFERITO VICINO ALLA STAZIONE CENTRALE DI MILANO
dove già,avevamo da casa,prenotato la camera,(deliziosa come sempre…tv…telefono…piano alto con vista prospetto principale…ok ok..continuo il racconto va…..),aspettiamo mia sorella che vive a Milano,x motivi di studio,e che avevamo invitato a venir con noi….e…ci raggiunge anche il nostro amico di Palermo, ci affrettiamo ad andar a mangiare per poi alle 15 esatte prendere il treno per Monza!!!!!miticoooo tutto di fretta e furia,ma non sentivamo affatto la stanchezza poichè il desiderio di veder quell’evento unico…ci rendeva ancora più agili……..ok siamo arrivati a Monza….da lì,partono le prime informazioni per come raggiungere l’autodromo dalla stazione centrale di Monza…….casìnoooooo aspettiamo l’auto….la linea 4 che ci porta vicino l’ingresso del grande…direi a percorrerlo a piedi…quasi immenso parcoooooo dell’autodromooooo via….tutta di corsa stava quasi iniziando tutto…correre correrre…tra risate e corse lungo il sentiero del parco… arriviamo al primo ingresso dell’autodromo…ma..ops!!un’abbaglio!!ancora non eravamo arrivati….e allora camminiamo a gran passo ancora un po eh….arrivati…davanti il grande ingresso del wcg 2006…..vediamo intorno a noi pulman, macchine posteggiate….gente di tutte le nazioni…giovani vecchietti…bambini…di tutte le età….e esibiti i biglietti all’ingresso ci timbrano i polsi..con una scritta, in maniera da poter entrar e uscir qnd vogliamo!!!!
“che spettacolo…mai visto prima…..quanta genteeeeeeeeeeeeeeeee quanti stranieri di tutte le parti del mondo…..cinesini,coreani,tedeschi,arabi,russi,giapponesini a tempesta…tutti con enormi telecamere e fotocamere…tecnologiche!!!!con le quali riprendevano tutto e a tutti….partecipanti delle gare e non….compresi a noi…che nei giorni a susseguirsi eravamo puntuali come un’orologio svizzero al wcg…a partecipare anche noi esternamente alle gare dei finalisti(che si tenevano in stanze apposite),o anche nel palco all’aperto,vicino a noi….
ci diverivamo a giocare a tanti giochi on line…
il primo giorno ho fatto qualche mala figura anche io….ma mi sono diverita ugualmente…certo,ero negata alla corsa delle macchine…ahhh ahhhh c’èrano i giapponesini che mi guardavano scioccati….quelli erano bravi in tutti i giochi…dei veri campioni, quali alla fine in molte gare si sono dimostrati….spiazzando i nostri poveri “italiani”…..ma va bè…quelli appena nascono già in mano tengono un mouse e usano il pc come nulla….sono tecnologici innati…….
ma anche gli italiani si sono difesi…con dignità….
- poi…apparte la possibilità di giocare dove volevi,c’èra la corsa all’acchiappa gaget quotidiana…da parte dei vari stand sponsor…che risateeeeeeeeeeee le corse…io avevo ogni giorno uno zainetto ovviamente vuoto…pronto a riempirlo di gaget..dai palloni sumsung..ai porta cellulari,alle penne,alle magliettine con i giochi sponsorizzati…insomma di tutto e di più….io il mio ragazzo, mia sorella e il nostro amico abbiamo in pratica fatto il pienone di gaget…nà…cosaaaa vergognosa!!!!
arrivati in hotel in camera….ci dividavamo il bottino!!!
la prima sera del 18..hanno fatto la loro serata concerto..Carmen Consoli, bravissima…Gianna Nannini…anche lei formidabile…con la sua voce…max ..insomma lo potete leggere dal programma che ho scritto prima…
all’ora di cena ci hanno distribuito i pacchetti con la cena..per guardare comodi seduti…il concerto! roba buona…panini con insalata e prosciutto abbondante..acqua,frutta…insomma ben serviti!!!
bè,starei ore ancora a raccontarele giornata che seguirono..ma stringo il racconto dicendo:ogni giorno..percorrevamo felici e soddisfatti il parco a piedi,per far poi il nostro ingresso al wcg….la cosa buffa???? fu, quando dopo esserci informati a destra e sinistra sulla possibile eventual esistenza di una apprezzata navetta,che da Monza,portava all’autodromo….dopo aver ricevuto solo risposte vaghe..non veritiere…abbiamo scoperto invece…l’ultimo giorno: il 22 ottobre..che la navetta gratuita c’èèèraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa .Comunque non fa nulla…a noi piaceva camminare lungo il parco…prendavamo ariaaaaaa…
ho partecipato a molti giochini li al wcg,nei vari stand soprattutto in quello sumsung,ove ogni giorno vincevo palloni e maglie,x me e ilmio zitoooo Poi..l’ultimo giorno…è venuta come ospite, Maddalena Corvaglia,la ex velina di striscia….con la quale abbiamo parlato e fatto un paio di foto abbracciati…è un’amore…non è per nulla montata…anzi, è stata disponibilissima e mi ha firmato 5 autografi con dedica! cmq…tornati a Milano, ho portato il mio ragazzo a visitare il dDuomo,il castello Sforzesco
e le gallerie del duomo ove gli ho fatto pestare le cosiddette balle….x rito…o tradizione del posto ..cmq! ci siamo molto divertiti in questo nostro viaggio verso Monza…il viaggio verso il “WCG 2006″……
ho scattato come sempre più di 300 foto molto belle…ma ancora devo sistemarle appena posso ne metto qualcuna sul blog..x ora ne mettoqualcuna che ho trovata su internet…..
ciao a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii e scusate se ho scritto un poema ma a volte…lo spazio per imprimere sul foglio,anche elettronico.le tue emozioni…non basta maiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

“LA MISSIONE DEI WCG”
Il sipario sui WCG 2006 è stato definitivamente alzato. L’evento sarà un vero e proprio Festival Culturale Mondiale, per la prima volta in Europa, dove le diversità culturali e linguistiche verranno assottigliate dalla passione comune per il gioco e la competizione sportiva.
Con i WCG potrai finalmente sperimentare il divertimento e la passione del e.sport.
Giocatori provenienti da tutte le nazioni partecipanti si ritroveranno all’Autodromo di Monza per competere in una manifestazione ormai diventata una vera e propria tradizione che trascende l’ambito videoludico. I WCG si occupano di fornire il know-how e la tecnologia che alimentano il motore dell’e.sport e garantiscono un alto livello di coinvolgimento sia per i giocatori che i spettatori.
Dalla prima edizione tenutasi nel 2001 fino alla più recente del 2005, i WCG si sono prodigati per creare un avvenimento che promuovesse l’aggregazione giovanile, un modo sano e divertente di conoscersi e giocare assieme. Questa è la vera e propria missione dei WCG, usare il videogioco per “andare oltre il gioco”. Grazie all’agonismo videoludico, i propri limiti fisici non costituiscono più un ostacolo: la fantasia, l’intelligenza e sopratutto l’empatia sono i muscoli che muovono l’atleta, facendogli così percepire le sue vere potenzialità. I concetti dell’onore nella competizione, del rispetto verso il proprio avversario e del fairplay sono ben radicati nell’evento.
“Oltre il gioco” l’unico limite è la propria immaginazione. Questo Festival Culturale Mondiale” mira ad insegnare e promuovere il rispetto verso i principi etici che costituiscono il fondamento universale di tutte le nostre comunità.
Il mondo non è mai stato così piccolo. La voglia di divertirsi in pace e armonia non è mai stata così grande.
-World Cyber Games è una manifestazione che si tiene fin dall’anno 2000, con cadenza annuale, e ha contribuito ad alzare il livello di qualità nelle competizioni globali relative ai videogiochi, oltre ad aver appassionato e divertito milioni di persone provenienti da centinaia di paesi diversi.
Partita sperimentalmente con il nome “WCG Challenge”, con un organico agonistico proveniente da una ventina di paesi, la manifestazione è cresciuta rapidamente in importanza e prestigio, motivando così la creazione del Comitato dei WCG. Le edizioni del 2001, 2002 e 2003, consolidate con il nome di “World Cyber Games Grand Final” si sono tenute a Daejon e Seoul, nella Corea del Sud.
A partire dal 2004, il Grand Final è uscito dalla Corea per approdare negli USA a San Francisco e nel 2005 a Singapore.
Quest’anno il “WCG Grand Final” arriverà in Italia a Monza nelle suggestiva cornice dell’Autodromo Nazionale e durerà 5 giorni, dal 18 al 22 Ottobre, coinvolgendo gli atleti delle squadre nazionali di oltre 70 paesi.
-Tenutosi lo scorso novembre al Suntec International Convention & Exhibition Center di Singapore, il Grand Final 2005 dei World Cyber Games (WCG) è stato il più grande festival di videogiochi e computer mai realizzato, dando così prova che i giochi virtuali possono essere un efficace mezzo di comunicazione per i giovani di tutto il mondo.
Le finali di quest?anno ? vere e proprie Olimpiadi di videogiochi ? vedranno radunarsi a Monza 700 giocatori provenienti da 70 paesi. Come suggerisce lo stesso slogan ufficiale ?Beyond the Game? (Oltre il gioco), l?obiettivo dei WCG è quello di favorire attraverso i cyber sport l?armonia e l?amicizia tra i giovani di tutto ilmondo.
Durante le giornate di ?sana? competizione, con eventi culturali e intrattenimenti vari, i giocatori di tutto il mondo hanno avuto la possibilità di creare una comunità in cui le barriere linguistiche sono state abbattute, favorendo così armonia e scambi internazionali che hanno permesso di buttare giù le basi per un vero festival culturale mondiale.
Dopo aver superato tornei regionali impegnativi, 679 giocatori provenienti da 67 paesi hanno preso parte alla Finale dei giochi 2005 di Singapore, mostrando le loro abilità e strategie in otto dei videogiochi più famosi al mondo. Le Finali sono state caratterizzate anche da una serie di esibizioni, conferenze sui giochi e eventi organizzati per coloro che cercavano qualcosa di diverso dalle gare.
Ricordando il successo delle Finali 2004 di San Francisco e delle Finali 2005 di Singapore, la commissione dei WCG quest?anno ha deciso di tenere le Finali a Monza, in Italia. È, infatti, nel famosissimo Autodromo di Monza, noto nel mondo delle corse per ospitare il Gran Premio di F1, che gli organizzatori contano di ampliare la fama dei WCG a livello internazionale.
Tabella riassuntiva
Titolo ufficiale
WCG 2006 (World Cyber Games 2006)
Data
18-22 Ottobre 2006
Località
Autodromo Nazionale di Monza
Partecipanti
700 giocatori / 400 reporters /500 tra ospiti e Staff (SPs, Sponsors, Istituzioni governative)
Struttura dell’ evento
Game Festival: Torneo / Mostre / Conferenze
Festival culturale: Cerimonie / Esibizioni ed eventi
Città ospitante
Monza, Italia
Sponsor mondiale
Samsung Electronics, Microsoft Xbox360
Istituzioni coinvolte
Città di Monza (Italia)
Ministero della Cultura e del Turismo (Corea)
Tornei
N.Partecipanti
Circa 700 giocatori provenienti da 70 paesi
Videogiochi ufficiali
6 Videogiochi per PC
StarCraft®: Brood War?
WarCraft® III: Frozen Throne?
Half Life®: Counter-Strike? 1.6
FIFA Soccer 2006?
Warhammer® 40,000: Winter Assault?
Need for Speed?: Most Wanted
2 Videogiochi per console Xbox360
Project Gotham Racing® 3 (Xbox)
Dead or Alive® 4 (Xbox)
Premio finale
TBD (*Premio Finali 2005: $ 435,000)
Il paese che ospiterà i World Cyber Games: l?Italia.
Monza, Italia
Il comitato dei World Cyber Games ha scelto come sede del Grand Final WCG 2006 Monza (Italia), la città che ha ottenuto il punteggio più alto nel corso del processo di valutazione, battendo così molte altre città che avevano fortemente richiesto di ospitare le Olimpiadi, quali Sydney, Cancun e Shanghai. Monza è stata selezionata perché ha ottenuto il massimo punteggio nelle voci località, accessibilità e sostegno da parte del Comune.
?Forti dell?esperienza di accoglienza durante il Gran Premio e altre kermesse di carattere internazionale ? spiega l?Assessore Vincenzo Ascrizzi ? ci apprestiamo ad accogliere un altro grande evento, che richiamando molti turisti promuoverà il nostro territorio nel mondo. Il Grand Final dei WCG sarà una competizione sportiva che anziché dividere unisce, facendo incontrare giovani provenienti da ogni continente?.
A nord-est di Milano, Monza è bagnata dal fiume Lambro, nella regione della Lombardia. Dall? 11 giugno del 2004 la città è diventata capoluogo della nuova provincia di Monza e Brianza. È la terza città più grande della Lombardia e il più importante centro economico, industriale e amministrativo della Brianza, cuore dell?industria tessile e dell?editoria. La città è famosa in tutto il mondo perl?Autodromo Nazionale di Monza, teatro del Gran Premio d?Italia, nonché casa della Scuderia Ferrarie, precedentemente, dell?Alfa Romeo.
La città di Monza ha messo a disposizione l?Autodromo Nazionale per le Finali 2006 dei WCG che, per la prima volta nella loro storia, si terranno nel continente europeo e, per di più, in un autodromo, promettendo così un?atmosfera ancora più elettrizzante per giocatori e spettatori. Per l?evento è previsto l?arrivo di circa 700 tra i migliori giocatori al mondo, che parteciperanno alla competizione di e-Sports più prestigiosa del globo e ad un festival culturale che promuove l?armonia sociale tra i popoli.
-E ANCORA…… I World Cyber Games, la manifestazione videoludica più importante al mondo, giungono per la prima volta in Europa e, nel frattempo, anche in Italia. Per l’occasione, è la città di Monza a ospitare l’evento che tutti i giocatori attendono con ansia e, più in particolare, l’Autodromo di Monza, per una volta invaso da circa 700 giocatori provenienti da 70 nazioni differenti e dalla schiera di giornalisti presenti. GameStar è partner ufficiale della manifestazione e, come tali, giungiamo all’Autodromo intorno alle ore 16.00, come indicato nel programma. Ci troviamo di fronte a un Autodromo irriconoscibile, invaso da attrazioni addette allo svago della moltitudine di giovani presenti nella cittadina italiana che sono situate nella zona paddock, che allo stesso tempo ospita gli stand dei più importanti partner tecnici dell’evento quali Samsung, AMD e ATI. La manifestazione inaugurale avrà inizio alle ore 18.30, ci tocca dunque attendere quasi due ore e mezza, che spendiamo girovagando senza meta nella zona paddock alla ricerca di qualche attività intrattenitiva. Dopo 150 minuti di attesa estenuante, arriva finalmente il momento della cerimonia inaugurale: sulla pista dell’autodromo è stato installato un enorme palco proprio a cavallo della striscia d’asfalto più famosa, a pochi metri dal traguardo. Daniele Bossari e la sua affascinante controparte femminile, la brasiliana Magda Gomes, fanno gli onori di casa: nonostante il freddo e l’umidità della serata è presente un discreto numero di persone.
Dopo l’esibizione di due DJ che hanno rovesciato decibel su decibel addosso agli spettatori offrendo uno spettacolo ovviamente destinato ai più giovani, inquadrato sul grande schermo alle spalle dello smisurato palco appare ancora Daniele Bossari che annuncia il primo piatto forte della giornata: il concerto di Max Gazzé che per quasi un’ora canta per i numerosi fan presenti i suoi più famosi successi.
Poco dopo, il palco viene letteralmente inghiottito dalle tenebre: il presagio che qualcosa di importante stia per accadere ci spinge a ingerire velocemente uno spuntino sofferto e a osservare l’insorgere di un conto alla rovescia sul maxi-schermo.
Arriva l’ora X: Araldi vestiti di rosso si dispongono sul palco e con le loro trombe d’oro danno il via alla cerimonia ufficiale. A bordo di potenti motociclette una bionda signorina vestita con il Tricolore porta la bandiera dei World Cyber Games: si avvicina al pennone e la innalza al suono delle trombe. È l’inizio ufficiale dei World Cyber Games 2006!
Daniele Bossari introduce ora sul palco il Co-Presidente del WCG e il sindaco di Monza: entrambi tengono un breve discorso di benvenuto. Giunge poi il turno della mascotte dei World Cyber Games: dopo aver fatto un po’ di fatica a salire le scale del palco per via degli enormi piedoni di gomma, finalmente deposita il presigioso trofeo al centro del palco.
In un ideale consegna del testimone, un rappresentante della squadra italiana e un rapprensentante della nazione vincitrice della scorsa edizione dei giochi giurano di giocare all’insegna del fair play, della lealtà, onestà e amicizia. È uno dei momenti più significativi della cerimonia e il silenzio regna sovrano intorno alle parole dei due giocatori.
Daniele Bossari vuole provare l’ebbrezza di giocare a FIFA 06 contro il campione rappresentante l’Italia in questa disciplina. Dopo un minuto scarso il conduttore deve arrendersi alla classe innata del giocatore: il portiere del povero Daniele Bossari si trova inesorabilmente trafitto da un geniale pallonetto che lentamente ferma la sua corsa gonfiando la rete. Bossari non ci sta, e chiama aiuto. Prende il suo posto Frankie HI-NRG, che farà parte del concerto conclusivo la prossima domenica. L’artista italiano resiste due minuti e mezzo prima di doversi arrendere davanti a un evidente tre a zero.
Il palco, che ricordiamo è montato a cavallo della pista e ne occupa l’intera larghezza, rivela di essere cavo: da sotto di esso sfreccia rumorosamente un bolide a ruote scoperte, così veloce da essere difficile da identificare. Il buio è già calato da un po’ e la regia dell’evento non ha
pensato a illuminare adeguatamente la pista…
Le sorprese non sono ancora finite: Daniele Bossari sta prendendo tempo e ben presto ci rendiamo conto che il palco sta venendo invaso dal fumo. Da esso appare un minaccioso personaggio: appena uscito da Warcraft III uno stregone che si muove levitando sul palco (probabilmente indossa dei pattini a rotelle) cerca di strappare il trofeo a Bossari, invocando misteriosi poteri. Tra terribili vampate di fuoco, sul palco salgono diversi personaggi, tutti noti nell’ambiente dei videogiocatori. Sono i “cattivi” dei giochi “disciplina” dei WCG: i terroristi di Counter Strike, streghe e stregoni di Warcraft III, assassini ninja armati di arco, bastoni, spade. Insieme danno vita a una spettacolare coreografia densa di effetti speciali e pirotecnici, che nascondono l’arrivo dal fondo del rettilineo di una fiammante Ferrari Enzo, rossa e lucidissima. Dal bolide del Cavallino scende un peperino dai capelli bruni in puro stile Need for Speed, che inscena una lotta contro il minaccioso stregone. Come rinforzi chiama le lottatrici di Dead or Alive, caratterizzate da fantasiosi e coloratissimi costumi. Continua l’affascinante quanto spettacolare ballo-combattimento con coreografia pirotecnica che si conclude con la sconfitta dei cattivi sulle note dell’inno del WCG, la canzone “Beyond the Game”.
Arriva il momento forse più atteso dal pubblico: Daniele Bossari annuncia l’evento che conclude la cerimonia di apertura dei World Cyber Games 2006 di Monza. Il concerto di Carmen Consoli sta per avere inizio: dapprima abbiamo la cantautrice che propone alcuni suoi grandi successi in versione acustica, poi l’arrivo degli ospiti speciali: Max Gazzé al basso e Gianna Nannini a concludere la spettacolare manifestazione di esordio dei World Cyber Games 2006. Cori da stadio da parte dei fan entusiasti per la Nannini…

Viene spesso affermato, specialmente da certi gruppi religiosi, che gli animali furono creati affinché gli esseri umani ne potessero disporre a loro piacimento. Quest?opinione ci può aiutare a capire fino a che punto si abusi del regno animale. L?atteggiamento di molte persone nei confronti degli animali è simile al comportamento di certi individui nei confronti di altri considerati inferiori. La schiavitù, per lungo tempo modo stabilito ed accettato di trattare gli altri nelle società umane, rispecchia un atteggiamento simile a quello adottato nei confronti degli animali da molte persone nella società contemporanea. Oggi si parla spesso di rispetto per la vita, su questo messaggio e sulla sua importanza bisognerebbe riflettere per incitare al rispetto non solo per gli altri esseri umani ma per tutte le forme di vita sia animali che vegetali. Ognuno ha il proprio posto sulla Terra. Per sopravvivere dobbiamo nutrirci di qualcosa, ma per farlo dovremmo scendere il più possibile nella catena alimentare. I vegetariani hanno percorso parte del cammino, i vegani ed i fruttariani sono scesi ulteriormente. Tutti e tre gli approcci si fondano sul rispetto per la vita e sull?idea che gli animali dovrebbero essere trattati molto meglio dagli esseri umani.
La crudeltà è virtualmente endemica nella società umana e non si può evitare di chiedersi cos?è che fa sì che un numero tanto elevato di persone la cerchi e ne goda. Le crudeltà nei cosiddetti sport meriterebbero un?attenzione particolare; tuttavia quest?articolo si interessa principalmente dell?approccio vegetariano. Alcuni non considerano brutale nutrirsi di animali e sostengono che durante la loro vita questi vengono trattati bene. Quest?affermazione è palesemente falsa a causa dello sviluppo dei metodi di allevamento industriale e della mancanza di qualsiasi considerazione del comportamento naturale degli animali. Rinchiudere dei vitelli in recinti che impediscono loro di avvicinarsi alle madri, di accedere all?aria aperta o ai prati che costituiscono il loro habitat naturale, costringere dei polli in allevamenti intensivi dove non possono né spiegare le ali né seguire le loro abitudini naturali, come molte altre pratiche si fondano su una mancanza di considerazione ed attenzione per gli animali.
Le argomentazioni che sostengono queste crudeltà sono di carattere economico, eppure spesso chi le attua afferma che gli animali non soffrono per questi trattamenti. Se queste pratiche non sono crudeli, cosa sono allora? Alcuni sostengono che gli animali scelgono di non uscire dalle gabbie, o da condizioni simili, anche se le porte vengono lasciate aperte; ebbene, questo è più il risultato di un condizionamento che di una libera scelta. Di certo c?è un fatto: loro non hanno la possibilità di scegliere! La moderna società occidentale ha enormi responsabilità per aver incoraggiato una dieta carnivora o a base di prodotti animali. Sfortunatamente, alcuni paesi in via di sviluppo identificano quest?approccio come occidentale e pertanto attraente! Scarso peso viene dato al trattamento degli animali o agli effetti che il mangiar carne ha sulla salute e sull?ambiente. La pressione demografica in molti paesi in via di sviluppo è un motivo sufficientemente importante per ridurre ed eliminare una dieta a base di carne.
L?allevamento intensivo concentra i rifiuti organici piuttosto che spargerli nei campi come fertilizzante per il futuro. Ciò che una volta era visto come un qualcosa di utile, ora diventa un fastidio ed un problema economico. Lo smaltimento dei rifiuti è costoso ed il problema è strettamente collegato al consumo di carne. Gli allevatori scaricano questi rifiuti nei corsi d?acqua, nei canali e nei fiumi inquinando e distruggendo l?ecosistema che così a lungo era esistito. Inoltre, la natura intensiva dell?allevamento industriale rende più facile il diffondersi di malattie tra gli animali, che vengono quindi riempiti di antibiotici, stimolatori della crescita e prodotti simili. Ovviamente questi poi si concentrano nella carne e portano a malattie e scompensi negli esseri umani. Oltretutto alcune di queste sostanze penetrano nel sistema idrico e seguono il percorso delle acque finché queste vengono nuovamente prelevate per essere usate dagli esseri umani, vengono purificate ma senza riuscire ad eliminare ogni residuo.
L?aumento dell’incidenza del cancro, delle malattie cardiache, ai reni o al fegato, del diabete e di molti altri problemi di salute dipende dall?aumento del consumo di carne. Ricerche mediche forniscono notevoli prove del fatto che una dieta vegetariana è più vantaggiosa per la salute e che la comparsa di malattie pericolose è molto meno comune tra i vegetariani. DECIDERE DI INTRAPRENDERE UNA SCELTA PER RAGIONI MORALI È UN’OTTIMA COSA, ma è ancora meglio quando si capisce che ciò è un bene anche per la salute!
La sempre maggior diffusione del vegetarianismo nel mondo occidentale evidenzia un desiderio crescente tra molte persone di vivere una vita più umana, sana ed in armonia con l?ambiente. Nelle Americhe, in Europa ed in Australia SI ASSISTE ad un continuo ed EVIDENTE aumento del vegetarianismo; un simile improvviso interesse si è verificato anche in Europa centrale ed orientale dopo i cambiamenti politici. Movimenti vegetariani ed animalisti si sono sviluppati e ricevono crescente sostegno. In Asia, l?incoraggiamento governativo al consumo di carne, incontra resistenze da parte di gruppi vegetariani. In un paese come l?India, con una lunga tradizione di Ahimsa (non violenza), rispetto per la vita e quindi vegetarianismo, la battaglia in favore di questo stile di vita viene combattuta da gruppi religiosi e morali così come da ambientalisti e medici che apprezzano i benefici della proposta vegetariana. In Gran Bretagna, lo slancio verso il vegetarianismo è stato molto deciso negli ultimi 20 anni cosicché oggi i vegetariani non vengono più considerati strani o particolari, ma parte della tendenza comune. In ogni parte del paese si possono trovare pasti vegetariani ed i giovani sono sempre più orientati verso questa scelta. Nei supermercati si possono trovare una gran quantità di prodotti vegetariani, rendendo molto più facile far la spesa e richiamando l?attenzione dei consumatori di carne verso la grande varietà di alimenti sani, gustosi e umani che i vegetariani consumano. Linda McCartney, moglie del famoso membro dei Beatles Paul McCartney (entrambi sono recentemente divenuti patrocinatori della Vegetarian Society of the United Kingdom), ha creato una gamma di prodotti di imitazione della carne, come il pasticcio di carne o le salsicce, che sembrano piacere anche a molte persone che non si considerano vegetariane. Queste iniziative vengono sempre più frequentemente riprodotte in altri paesi.
La tecnologia moderna ha grandi responsabilità per il trattamento che gli esseri umani riservano agli animali. Recentemente, gli sviluppi delle biotecnologie e dell?ingegneria genetica hanno portato a nuovi metodi per usare gli animali per scopi umani, e sembra che non venga presa in considerazione l?etica quando si pensa ai modi in cui le specie possono essere manipolate per permettere agli esseri umani di sfruttarle al massimo. Se è vero che gli esseri umani hanno dei diritti sugli animali, si può anche affermare che hanno delle responsabilità. Ciò significa che devono preoccuparsi per loro, per il loro benessere e per la loro salute. Sfortunatamente la situazione attuale indica che a questi argomenti viene data scarsa, o nessuna attenzione dalla vasta maggioranza delle persone. L?unico argomento che le interessa è massimizzare il ritorno economico dagli animali.
Spesso si sostiene che dal momento che gli animali appartengono ad una specie diversa da quella umana, il modo in cui vengono trattati non è importante. E? evidente che le persone che sostengono questo punto di vista potrebbero non preoccuparsi molto di come le altre società umane vengono trattate. Molti di noi riescono a vedere un collegamento tra le due cose: le persone che trattano gli esseri umani con rispetto, molto probabilmente, dimostreranno rispetto anche per gli altri esseri viventi. Spesso si sente dire che l?interesse per gli animali dovrebbe essere sostituito dall?interesse per gli esseri umani ma le persone che si preoccupano dei diritti degli animali sono generalmente altrettanto preoccupate per le sofferenze umane.
Sappiamo che gli animali sono sensibili al dolore, alle sofferenze ed allo stress. Non possiamo capire completamente i loro processi mentali eppure ci sono prove evidenti che gli animali hanno le proprie società ed i propri modi di vivere. Perché mai i loro diritti dovrebbero essere inferiori a quelli cercati e pretesi dagli esseri umani? Molti animali sono meno intelligenti dell?uomo ma ci sono notevoli differenze d?intelligenza anche tra gli esseri umani. Se si sostiene che l?inferiore intelligenza degli animali ci dà il diritto di trattarli come crediamo, senza preoccupazioni, allora si può ugualmente sostenere che le persone meno intelligenti possano essere trattate in modo simile. Effettivamente, alcune ideologie politiche, sebbene ampiamente screditate, hanno portato avanti tali idee.
Siamo su questo pianeta per un tempo limitato e il modo in cui lo usiamo ed interagiamo con esso si ripercuoterà sulle generazioni future, probabilmente sino alla fine del mondo. Si può affermare che è nel nostro interesse ridurre le sofferenze ed i maltrattamenti che gli esseri umani ed animali patiscono, e dirigerci verso un mondo più “umano” ed in pace con se stesso. Supponendo che sia un obiettivo che la vasta maggioranza delle persone vede come desiderabile, dobbiamo migliorare il modo in cui trattiamo sia gli animali che le persone. Una speranza comune è di vivere una vita sana; ebbene, la strada vegetariana porta in questa direzione riducendo allo stesso tempo le sofferenze delle altre specie animali. L?intero concetto del mangiar carne è basato sull?ipocrisia. La gente usa alcuni animali come animali domestici e li tratta in un modo speciale. Altri vengono spesso visti come nocivi o come cibo e così non ricevono la cura o protezione riservate a quelli che scegliamo come compagni. Vale la pena ricordare che, in molti paesi, se qualcuno trattasse un animale domestico come un animale da allevamento, questi sarebbe perseguibile penalmente. Molti animali selvatici non ricevono alcuna protezione legale, e sono quindi alla mercé dei cacciatori e di chiunque voglia catturarli e trattarli come crede.
E? mia convinzione che il futuro del mondo dipenda molto da come trattiamo le creature più deboli. La crudeltà e la malvagità dovrebbero non far parte di una società civile. Sebbene spesso sosteniamo di essere civili, credo sia un?affermazione lontana dalla realtà. In questi giorni guardiamo con orrore alla schiavitù e ci riesce difficile capire come certe pratiche siano durate così a lungo, e ancor oggi esistano in certe parti del mondo. Una volta allontanatici dalla schiavitù umana, dobbiamo fare il passo successivo, ed allontanarci dalla schiavitù animale. Per ragioni egoistiche o morali, un mondo vegetariano senza sfruttamento e senza crudeltà verso gli esseri umani e gli altri animali deve essere il nostro obiettivo. Se non ci preoccupiamo ora, il futuro di tutte le creature continuerà ad essere nero.
Maxwell G.Lee
—– ma come può, l’uomo,mostrarsi insensibile e crudele con chi abita insieme a lui…questa terra?—-”lo sport crudele della caccia, assurda vendetta dei più forti verso i più indifesi esseri viventi…è diventata ormai per molti popoli,una moda barbara, un rituale di combattimento,per sfociare una innumerevole quantità di trofei indice di insensibilità nei confronti della vita stessa!
non si caccia più, per effettivo bisogno,di sopravvivenza umana….ma spesso,si diventa protagonisti di reati disumani e deprimevoli contro esseri innocenti,che come unica sventura,hanno quella di non potersi difendere con la parola,ne con la razionalità…anche se in certi casi,essi, (gli animali),sembrano ragionare meglio di certi uomini…sulla terra!
il diritto alla vita,lo abbiamo tutti,in quanto abitanti di questa terra,e a maggior ragione questi piccoli e grandi esseri,che male non fanno a nessuno..se lasciati in pace nel loro habitat naturale..(che per colpa dell’egoismo di alcune persone venali o capricciose,spesso si trasforma in un habitat imposto…divenendo in certi casi,galera a vita di molti animali).
by….moon!..riflessione personale!!!!